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	<title>Ecodem Teramo</title>
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	<description>Ecologisti Democratici della provincia di Teramo</description>
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		<title>Il Centro Destra e l’Ambiente</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 15:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bacu1959</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa conferenza stampa è stata organizzata dall’ennesimo comportamento del cdx nei confronti dei problemi ambientali, cioè la nomina di Arturo Diagonale a Commissario Straordinario del Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga. giornalista e Direttore de L’Opinione. Questo fa capire quanto il cdx tiene alle tematiche ambientali, infatti nomina un commissario e non un presidente, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecodemteramo.wordpress.com&amp;blog=3675863&amp;post=142&amp;subd=ecodemteramo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Questa conferenza stampa è stata organizzata dall’ennesimo comportamento del cdx nei confronti dei problemi ambientali, cioè la nomina di Arturo Diagonale a Commissario Straordinario del Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga. giornalista e Direttore de L’Opinione. Questo fa capire quanto il cdx tiene alle tematiche ambientali, infatti nomina un commissario e non un presidente, per non far lavorare, ma non un commissario esperto di questi temi o comunque attinenti allo sviluppo di quelle zone. L’altro giorno in Parlamento è stato presentato un emendamento inserito in un provvedimento collegato alla finanziaria, chiedendo una nuova delega per riscrivere la legislazione ambientale. Già nel 2001 presentarono una legge delega, Ministro Matteoli, aprendo una fase confusa e pasticciata di riscrittura della legislazione ambientale in tutti i più rilevanti settori. Dall’acqua ai rifiuti, dall’aria alla valutazione d’impatto ambientale.Per non parlare della legge sulla caccia, che è riuscita a scontentare tutte le associazioni di categoria.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Tutto questo avviene dopo aver dato una mazzata alla nostra Regione. Mentre il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in campagna elettorale in Abruzzo si esprimeva contrario al “Centro Oli” di Ortona, il Ministro Scaiola decretava la nostra Regione come “regione mineraria”, autorizzando trivellazione nel 35 % del territorio. Lo stesso Governo ha impugnato un provvedimento varato dal consiglio Regionale che bloccava i lavori del Centro Oli per tutto il 2009, ingannando quanti hanno dato il voto al candidato Presidente della Giunta Regionale Gianni Chiodi. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Non solo il governo nazionale ha le sue colpe, anche il governo regionale, appena insediato ha le sue. E’ di pochi giorni la notizia di un DL regionale, presentato dall’Ass. Mauro Febbo, in materia di energia.- Il DL prevede che si può estrarre petrolio nella nostra regione e che le società non daranno più una miseria agli enti locali, ma il 15% delle Royalties. Questo significa che il Centro Oli non si blocca e si aumentano le Roialties per fare cassa.-Per non parlare poi delle dichiarazione del Presidente Chiodi sulle centrali nucleari.- Purtroppo quando si parla di fabbisogno energetico si pensa solo ed esclusivamente al consumo della corrente elettrica, mentre il nostro paese consuma energia in maniera sproporzionata nella mobilità e nel riscaldamento e refrigerazione.- Con i costi di una centrale nucleare si possono fare interventi nell’isolamento residenziale, iniziando dagli edifici pubblici, che farebbero risparmiare il 30% del consumo di energia. Si potrebbero investire sugli impianti di energia rinnovabile, Solare, eolico e biomasse che ci porterebbe verso l’attuazione del trattato di Kyoto. Il nostro paese ha urgente bisogno di interventi che aumentino la produzione di energia da rinnovabili per stare dentro i parametri europei, i famosi 20-20-20, mentre il primo kwt di corrente di una centrale nucleare si avranno dopo 15 anni, quindi nel 2024, ed allora ancora non si saprà come smaltire le scorie. Queste proposte potrebbero veramente far ripartire l’economia e non gli interventi sulle grandi opere che vorrebbe attuare l’attuale governo, dal ponte sullo stretto alle centrali nucleari. Un solo esempio per l’efficienza negli appartamenti viene dalla costruzione a L’Aquila di edifici con nuovi materiali capaci di consumare solo il costo di due caffè al giorno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">E’ questa la strada da seguire e non il rincorrere un’energia nucleare che non da ancora quella sicurezza che i cittadini italiani volevano con la bocciatura del referendum di 30 anni fa, pensando a centrali di quarta generazione</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Vincenzo Pisegna</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Coordinatore degli Ecologisti Democratici Abruzzo</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecodemteramo.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecodemteramo.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecodemteramo.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecodemteramo.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ecodemteramo.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ecodemteramo.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ecodemteramo.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ecodemteramo.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecodemteramo.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecodemteramo.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecodemteramo.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecodemteramo.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecodemteramo.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecodemteramo.wordpress.com/142/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecodemteramo.wordpress.com&amp;blog=3675863&amp;post=142&amp;subd=ecodemteramo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Intervento all&#8217;incontro del 31 gennaio</title>
		<link>http://ecodemteramo.wordpress.com/2009/02/10/intervento-allincontro-del-31-gennaio/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 20:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bacu1959</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi Amici, questo doveva essere il mio intervento alla riunione del 31 gennaio e che, per ragioni di salute, non ho potuto fare. Questo appuntamento è un passo importante per la conferenza programmatica del partito, perché, come ha voluto proporre il nostro segretario, sui temi dell’ambiente si può avviare una nuova fase per l’economia, specialmente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecodemteramo.wordpress.com&amp;blog=3675863&amp;post=139&amp;subd=ecodemteramo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Carissimi Amici, questo doveva essere il mio intervento alla riunione del 31 gennaio e che, per ragioni di salute, non ho potuto fare.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Questo appuntamento è un passo importante per la conferenza programmatica del partito, perché, come ha voluto proporre il nostro segretario, sui temi dell’ambiente si può avviare una nuova fase per l’economia, specialmente adesso che ci troviamo in una fase critica di una crisi mondiale. Obama ha voluto dare un impulso all’economia partendo proprio dall’ambiente, favorendo le energie rinnovabili e incentivando le industrie dell’automobile, ma soltanto a chi investe sui motori ad efficienza energetica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Le nostre industrie vanno per produrre hanno bisogno delle materie prime, noi in Italia abbiamo quello che è la materia prima delle rinnovabili, il sole, il vento, l’acqua e le biomasse. Nella campagna elettorale dell’Abruzzo noi Ecologisti Democratici abbiamo scritto un documento presentandolo al nostro partito. Sul documento anche Fabrizio Vigni ha colto qualcosa riportandolo nella sua relazione. Noi chiedevamo alla classe dirigente del nostro partito un impegno sul fronte dell’ambiente e non fossero solo parole al vento, perché, come il New Deal Ecologico, anche la nostra regione poteva uscirne competitiva, facendo abbandonare l’idea di una regione “Mineraria”, come ci hanno declassato il Governo in carica. Proprio sulle energie rinnovabili chiedevamo che la regione dovesse essere l’asse trainante e far nascere imprese. Eolico, pali, ali, rotori, ecc. ecc.; solare, pannelli, inverter ecc. ecc.; idrauliche, turbine, elettrodotti, ecc. ecc.; biomasse, coltivazione del legname, impianti per bruciarle, ecc. ecc.. Fabrizio ha voluto riportarlo a livello nazionale e penso che sia una cosa ottima, legata sempre all’efficienza e al risparmio energetico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Purtroppo ho la sensazione che il nostro incontro serve solo a far assicurare che abbiamo fatto qualcosa, si, perché, poi, quando vai a parlare con i nostri politici ti dicono che non si può parlare d’ambiente ad ogni discussione, come se glielo volessimo mettere per forza, senza sapere che viene spontaneo parlare di una nuova economia. Durante la campagna elettorale solo gli iscritti alla nostra Associazione hanno parlato dei problemi ambientali e la figuraccia che ci ha fatto fare l’ex segretario regionale Luciano D’Alfonso…….. quando è venuto Ermete Realacci a presentare il documento a Pescara non si è fatto trovare. Questo è stato riferito anche al Commissario Massimo Brutti, gli è stato riferito anche che non siamo stati interpellati per quanto riguarda le tematiche ambientali, ma non soltanto noi, anche il responsabile all’ambiente del partito regionale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="text-decoration:underline;">Non so se non eravamo riconosciuti perché non riconoscevano in me il coordinatore regionale</span> degli Ecologisti Democratici, com’è stato per i responsabili nazionali che volevano un’altra persona al mio posto, ancora oggi la nostra regione non ha il “Presidente” dell’Associazione, quando siamo stati i primi a fare il congresso regionale. Lo sbaglio del nostro partito è che le decisioni sono prese sempre dall’alto e quello che decide la base è affossato se non corrisponde al pensiero del vertice.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Non vorrei che le nostre fossero state solo parole buttate al vento, questo lo verificheremo con le amministrative di giugno. In Abruzzo si voterà per tutte e 4 le province e in parecchi comuni importanti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Vincenzo Pisegna</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecodemteramo.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecodemteramo.wordpress.com/139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecodemteramo.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecodemteramo.wordpress.com/139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ecodemteramo.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ecodemteramo.wordpress.com/139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ecodemteramo.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ecodemteramo.wordpress.com/139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecodemteramo.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecodemteramo.wordpress.com/139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecodemteramo.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecodemteramo.wordpress.com/139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecodemteramo.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecodemteramo.wordpress.com/139/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecodemteramo.wordpress.com&amp;blog=3675863&amp;post=139&amp;subd=ecodemteramo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Articolo di Pippo Fava pubblicato nella rivista &#8220;I Siciliani&#8221; nel febbraio 1983</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 18:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bacu1959</dc:creator>
				<category><![CDATA[1]]></category>

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		<description><![CDATA[Tratto dall&#8217;articolo di Pippo Fava &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. Così facendo tu e milioni di altri cittadini italiani avete riempito i parlamenti e le assemblee regionali e comunali degli uomini peggiori, spiritualmente più laidi, più disponibili alla truffa civile, più dannosi alla società. Di tutto quello che accade oggi in questa nazione, la prima e maggiore colpa è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecodemteramo.wordpress.com&amp;blog=3675863&amp;post=138&amp;subd=ecodemteramo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto dall&#8217;articolo di Pippo Fava</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..   Così facendo tu e milioni di altri cittadini italiani avete riempito i parlamenti e le assemblee regionali e comunali degli uomini peggiori, spiritualmente più laidi, più disponibili alla truffa civile, più dannosi alla società. Di tutto quello che accade oggi in questa nazione, la prima e maggiore colpa è la tua.<br />
Non ti lamentare perciò se il generale comandante della guardia di finanza si fotte miliardi di denaro pubblico, e i massimi finanzieri e ministri, editori, giornalisti, persino il comandante in capo delle forze armate, per avidità di carriera e di lucro, si fanno incastrare da un lazzarone come Gelli in una specie di congiura per impadronirsi delle strade d’Italia, e a Napoli la camorra ha sostituito lo Stato nella pubblica amministrazione. Non ti lagnare amico mio se tutto questo accade, non ne hai il diritto. Il primo lazzarone sei tu e la storia ti paga per quello che merita la tua maniera di concepire la politica e quindi la tua stessa dignità.<br />
Solo che ora non hai più molto tempo. Lo vedi tu stesso quello che ci circonda e assedia: amministratori che divorano, terroristi che avanzano menando stragi, inflazione che ogni giorno ti rende sempre più miserabile. Finanzieri che portano il denaro all’estero ed ogni giorno rendono questa miseria più infame, logge segrete come immense piovre in tutti i vertici dello Stato, mafiosi praticamente padroni anche della tua sedia di lavoro, Fanfani che torna a capo del governo e punta al Quirinale! La necessità di una rivolta morale, cioè di trasformare la Sicilia in Italia, è diventata una necessità per sopravvivere. Io allora non ti dico per quale partito votare, perché penso che abbia almeno la lucidità per fare una scelta ideale: Ti dico solo, all’interno di questo partito al quale affidi la tua coscienza di cittadino, di scegliere uomini intelligenti, soprattutto uomini onesti. E se hai il coraggio e passione stai tu dentro quel partito a lottare. So quando sia difficile, poiché manigoldi e ruffiani sono riusciti finora ad emarginare o eliminare gli intelligenti ed onesti. Ma bisogna tentare, disperatamente, quotidianamente lottare e sperare. Altrimenti ignoranti, ladri e imbecilli ti affonderanno definitivamente nella merda.</p>
<p>A chi interessa tuto l&#8217;articlo me lo chida, glielo faccio avere.<br />
Enzo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecodemteramo.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecodemteramo.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecodemteramo.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecodemteramo.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ecodemteramo.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ecodemteramo.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ecodemteramo.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ecodemteramo.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecodemteramo.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecodemteramo.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecodemteramo.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecodemteramo.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecodemteramo.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecodemteramo.wordpress.com/138/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecodemteramo.wordpress.com&amp;blog=3675863&amp;post=138&amp;subd=ecodemteramo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lettera agli iscritti</title>
		<link>http://ecodemteramo.wordpress.com/2008/11/27/lettera-agli-iscritti/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 17:47:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bacu1959</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi, il reintegro della lista “Per il bene comune” ci da la possibilità di far conoscere il nostro documento e di fare una campagna elettorale confrontandoci con il partito avversario più forte, il Pdl. Il confronto lo facciamo in base ad alcuni atti che sono pubblicati sul sito di Chiodi, quindi affidabilissimi e non  possono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecodemteramo.wordpress.com&amp;blog=3675863&amp;post=134&amp;subd=ecodemteramo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Carissimi, il reintegro della lista “Per il bene comune” ci da la possibilità di far conoscere il nostro documento e di fare una campagna elettorale confrontandoci con il partito avversario più forte, il Pdl. Il confronto lo facciamo in base ad alcuni atti che sono pubblicati sul sito di Chiodi, quindi affidabilissimi e non<span>  </span>possono essere smentiti. Ci sono da fare alcune considerazioni al suo programma, come ad esempio l’idea che hanno sull’ambiente della nostra regione. Il Governo Berlusconi con il Ministro Scaiola ha declassificato la nostra regione a “regione mineraria” dando la possibilità alle compagnie petrolifere, in particolare all’ENI di poter estrarre petrolio in tutto il territorio regionale e non solo nella zona di Ortona, dove per altro dovrebbe sorgere una raffineria e non del petrolio estratto in Abruzzo (che è di pessima qualità), ma di tutto il petrolio estratto nel bacino dell’Adriatico. Questo secondo me è un disegno che la destra ha in mente per cancellare definitivamente il progetto di Regione Verde d’Europa che gli amministratori del Csx hanno avuto negli anni passati con l’istituzione dei parchi nazionale, regionali e le numerose aree protette. Ho avuto rassicurazioni da parte del nostro segretario Fabrizio Vigni e del Ministro ombra all’Ambiente Ermete Realacci, che il problema lo avremmo spostato a livello nazionale con il nostro partito e tutto il csx. Di sicuro c’è la declassificazione della nostra regione, perché ad una risposta di Maria Rita D’Orsogna, una ricercatrice italiana che lavora negli U.S.A., Gianni Chiodi non lo ha smentito, dichiarando di essere contrario al Centro Olii di Ortona (vi allego una copia della lettera di Maria Rita che la risposta di Chiodi, che potrete leggere nel suo sito).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Sempre dal sito si legge che hanno in mente di cancellare la percentuale minima di raccolta differenziata che il Piani dei Rifiuti ritiene necessaria prima di far partire la seconda parte del piano, cioè la valorizzazione dei rifiuti. Questo per partire subito con i termovalorizzatori, praticamente il vecchio piano dei tre termovalorizzatori per tutto l’Abruzzo. Mettiamoci anche il progetto del cementificio a Sulmona con annessa una cava di 400 ettari, bocciati entrambi ieri dal Consiglio Provinciale, e ci possiamo rendere conto<span>  </span>di cos’è l’ambiente per questi signori, che non vedono altro che profitto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Dobbiamo far rendere conto anche i cittadini che sono indecisi ad andare a votare e quelli che votano a destra ma che hanno a cuore i problemi ambientali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Abbiamo ancora due settimane piene per poterlo fare, facciamoci portatori di questo pensiero insieme ai candidati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Con affetto</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Vincenzo Pisegna</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecodemteramo.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecodemteramo.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecodemteramo.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecodemteramo.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ecodemteramo.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ecodemteramo.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ecodemteramo.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ecodemteramo.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecodemteramo.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecodemteramo.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecodemteramo.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecodemteramo.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecodemteramo.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecodemteramo.wordpress.com/134/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecodemteramo.wordpress.com&amp;blog=3675863&amp;post=134&amp;subd=ecodemteramo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Documento programmatico</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 21:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bacu1959</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>

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		<description><![CDATA[                           Documento per l’ambiente e la salute a cura degli Ecologisti Democratici                     Sembrerebbe poca cosa presentare un documento del genere, ma noi ci proviamo ugualmente, sperando che quello che trattiamo sia condiviso dal Partito Democratico e da tutta la coalizione che il 30 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecodemteramo.wordpress.com&amp;blog=3675863&amp;post=129&amp;subd=ecodemteramo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-family:Times New Roman;"></span><strong><span style="font-size:18pt;"></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>             </span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:18pt;"></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Documento per l’ambiente e la salute a cura degli</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ecologisti Democratici</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:18pt;"><span>           </span></span><span style="font-size:small;"><span> </span>Sembrerebbe poca cosa presentare un documento del genere, ma noi ci proviamo ugualmente, sperando che quello che trattiamo sia condiviso dal Partito Democratico e da tutta la coalizione che il 30 novembre ci porterà a scegliere nuovamente la Giunta Regionale e il Consiglio.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Il nostro documento parte dalla relazione del Coordinatore Regionale Vincenzo Pisegna presentata nell’occasione della prima assemblea regionale che si è tenuta ad Avezzano il 18.09.2008. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>La relazione parlava di cose fatte e di cose che dovrebbero essere attivate se si vincono le elezioni. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Per prima cosa parla delle aree protette, dei parchi nazionali, di quelli regionali, delle varie aree protette gestite da associazioni o cooperative e di quelle aree protette che non hanno ancora nessun tipo di gestione quali i SIC o i siti archeologici che, secondo noi, andrebbero trattati come le aree protette canoniche. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>       </span><span>    </span>Nei punti successivi parlava dei rifiuti, poi l’acqua e l’aria, energia, qualità della vita, sostenibilità.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Parchi ed aree protette</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>La nostra Regione già da diversi anni si è data una vocazione ambientalista al fine di proteggere la biodiversità affiancando al <strong>Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise</strong>, 1921, il <strong>Parco Regionale Sirente Velino</strong>, 1989, due parchi nazionali, <strong>Parco della<span>  </span>Majella</strong> 1994 e <strong>Parco del Gran Sasso e Monti della Laga</strong> 1995 ed uno regionale dove parchi e aree protette, tutte zone antropizzate da millenni. I parchi nazionali e quello regionale hanno un consiglio d’amministrazione ed un presidente, mentre le aree protette sono gestite da associazioni o da cooperative con contributi da parte della regione, che riescono a mala pena a far pareggiare il bilancio, con qualche persona impiegata e tantissimi volontari.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span> </span><span>          </span>I parchi, nonostante tutte le persone impegnate, non riescono a presentare un piano di sviluppo, affinché il compito affidato loro, quello di proteggere la biodiversità, <span> </span>venga portato avanti, insieme ad un compito di maggior entità, far sì che la popolazione residente non guardi i parchi come strumento di vincolo ma di sviluppo. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Tra le aree protette ci sono le zone denominate S.I.C. ( Siti d’Interesse Comunitario), Z.P.S. (Zona Protezione Speciale) e Z.P.T. (Zona a Protezione Totale), istituite con l’Area Natura 2000. La maggior parte di loro ricadono nelle aree esterne dei parchi dove, per competenza, nessuno programma e dove la maggioranza dei Comuni risente del calo demografico, vuoi perché gli abitanti si spostano nei centri di maggior interesse per lavoro o studio, vuoi perché non ci sono vie di comunicazioni con gli stessi centri.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>La Regione Abruzzo per tutte queste questioni impegna un Dirigente, Annabella Pace, coadiuvata da solo tre persone. Allora, per prima cosa necessita che la Regione ampli l’ufficio di responsabilità affiancando altre persone alla dirigente in modo che ci sia qualcuno che possa prendere in mano i SIC, ZPS e ZPT per fare un loro piano di gestione insieme anche agli enti parco cui i siti sono accorpati, mentre dove non sono accorpati a nessuno deve essere la Regione stessa a definire le loro linee guida. Risulta che la Regione abbia dato mandato all’Università<span>  </span>di L’Aquila per definire delle linee guida di gestione dei SIC.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Intorno alle aree protette ci sono dei territori dove il problema della caccia ogni<span>  </span>anno crea problemi tra le associazioni venatorie e i responsabili dei territori, l’ente parco, i comuni o la Provincia. Da anni si chiede di istituire le “aree contigue”, ma per volere dei cacciatori che risiedono nelle zone vicino alla costa, questo non viene nemmeno discusso, perché, secondo loro, le aree contigue riducono il territorio di caccia per ogni cacciatore, mentre nessuno si preoccupa del vuoto legislativo per cui ogni anno c’è da litigare.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>La vocazione di questi luoghi è il turismo nella natura per il quale, seppure ogni anno nella nostra regione aumenti, nessuno interviene per creare nuove strutture di accoglienza aumentando i posti letto; questo anche perché manca un piano di sviluppo. Questo problema potrebbe essere risolto con il progetto <strong>dell’albergo diffuso</strong> che sta prendendo piede, ma che richiede maggiore attenzione da parte degli amministratori locali i quali dovrebbero favorire l’affidamento delle case che vengono utilizzate di rado dalle persone che per scelta hanno lasciato il proprio paese andando a vivere altrove e poi tornano solo in poche occasioni. Intorno alla gestione dell’albergo diffuso possono trovare lavoro persone del paese.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span><span>  </span>Insieme al turismo nella natura si potrebbe accostare il turismo dell’archeologia. Come sappiamo l’archeologia in Abruzzo abbonda, ci sono siti sparsi in tutta la regione, spesso lasciato in </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">mano ai “tombaroli” che trafugano oggetti preziosi, come avviene nell’area tra Trasacco e Collelongo, dove sono stati rinvenuti parecchi oggetti d’antichità , e nella necropoli di Amplero, dove è stato rinvenuto un letto in osso, ora esposto nel museo di Chieti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Un esempio di gestione fatta male? Nella Marsica esistono una quindicina di siti di interesse straordinario, dal villaggio di palafitte a Celano alla Grotta Continenza di Trasacco, dove si parla di popolazioni di oltre 5000 anni, ma anche di Angizia di Luco dei Marsi o del villaggio romano di Collelongo. Bene, questi siti sono gestiti da tre diversi Sovrintendenti che non hanno un collegamento tra di loro, anzi c’è stizza fino a non poter ancora creare un unico percorso archeologico organizzato come esiste altrove. Sarebbe meglio mettere un solo sovrintendente e cercare fondi per poter fare gli scavi in modo da portare tutto alla luce e togliere di mezzo i tombaroli. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Si potrebbero fare degli accordi con le università straniere e fare in modo che i laureandi in archeologia possano fare tirocinio nei nostri siti, loro fanno esperienze, noi recupereremo i resti. Logicamente il lavoro viene pagato dall’Università e si potrebbe collegare un collegamento tra il turista per l’archeologia con quello per la natura e da qui far sviluppare il Piano Integrato del Turismo che agevoli i piccoli Comuni e li metta in rete.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Non vogliamo entrare nel merito dei programmi delle aree protette, non siamo i loro direttori per cui non spetta a noi dire come si protegge, per esempio, un orso, ma sappiamo che noi locali siamo legati da sempre a questa specie, tanto che siamo conosciuti in tutto il mondo proprio per l’Orso Bruno Morsicano e per questo abbiamo un obbligo nei confronti della comunità mondiale, quella della sua tutela e non farlo estinguere, perché, se ciò avvenisse, ne saremo i diretti responsabili. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>A questo proposito è stato istituito il PATOM al quale oltre alla Regione ed alle Province hanno aderito molti Comuni, ma che fino ad oggi ha prodotto solo materiale cartaceo, tant’è che alcuni Comuni, come Pescasseroli, hanno aperto le piste, che erano state aperte per il taglio della legna<span>   </span>poi chiuse con le sbarre, consentendo il transito dei fuoristrada, oggi tanto di moda, e i Quoad. Bisognerebbe che il PATOM producesse leggi a tutela degli animali da far approvare in Consiglio Regionale. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>        </span>Con questa politica i Comuni di montagna si sono trovati sempre più isolati dal resto della regione che ha continuato a crescere, ma non dobbiamo arrenderci perché si potrebbe pensare ad una ripresa con il trattato di Kyoto che potrebbe vederci protagonisti per la fissione della Co<sub>2</sub> tramite i boschi ed avere delle compensazioni, senza mettere in conto delle ripartizioni delle quote di Co<sub>2</sub> che l’ENEA dovrebbe suddividere tra tutte le Regioni.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Il paesaggio dell’Appennino Centrale, è caratterizzato dalle fustaie di faggio, dai cedui di cerro e di castagno, ma anche dai pascoli magri di montagna dove il bestiame, soprattutto ovino, trascorreva l’estate e si ingrassava, oppure dai numerosi piccoli appezzamenti di terreno recintati e coltivati tutti diversamente (grano, orzo, avena, segale, patate, lenticchie, ecc.).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:36pt;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Tutti questi ambienti provengono dal solo intervento dell’uomo che per secoli ha utilizzato il territorio in modo sostenibile: le fustaie disetanee di faggio, per esempio, sono il risultato di una forma di governo del bosco caratterizzata dal taglio di alberi disetanei opportunamente selezionati; i cedui di cerro e di castagno, invece, sono l’effetto di tagli a raso che, però, favoriscono la capacità al “ricaccio” propria di alcune specie arboree; i pascoli, poi, grande serbatoio di biodiversità, sono il risultato di un attento e sapiente pascolamento praticato ininterrottamente per secoli; i coltivi, infine, recano ancora le tracce dell’instancabile lavoro delle generazioni che hanno sfamato.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Oggi, questi ambienti tipici del paesaggio dell’Appennino centrale sono tutti a rischio in quanto viene a mancare proprio quell’utilizzo appropriato che li ha generati. È necessario, pertanto, </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>ricercare e trovare nuovi metodi di esbosco (macchinari e tecniche di lavoro) i più appropriati per l’Appennino Centrale</strong> che, rafforzando questo anello ancora debole, rendano economicamente conveniente l’intera filiera delle biomasse per scopi energetici. Mentre per il pascolo va attivata una politica atta a riportare la pastorizia seminomade che un tempo ci caratterizzava e che oggi viene richiesta per prodotti di qualità.<span>   </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Abbiamo lanciato il progetto “Abruzzo regione verde d’Europa” perché credevamo che insieme ad APE, Appennino Parco D’Europa” potessimo vincere una sfida, quella di uno sviluppo delle aree interne che sia paritetico a quello delle zone costiere. Così non è stato. Contrariamente la legislatura del cdx di Pace a preso accordi per una via differente, come quella del Centro Oli di Ortona, che oggi ci ritroviamo a combattere, invece di portare avanti il progetto del Parco Marino di Ortona. Oggi si hanno notizie che anche a Teramo si stanno organizzando per estrazioni di petrolio sia in mare che in terra ferma e che il Governo Berlusconi ha deciso che la regione Abruzzo dovrà diventare una regione mineraria e non più la regione dei parchi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span><strong>E’ questa l’idea che il Cdx ha dell’Abruzzo?</strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>E noi non possiamo permettere che accada una cosa del genere, a costo di mobilitare tutta la popolazione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span><span> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:36pt;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Energia</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Energia da fonti rinnovabili</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>      </span><span>     </span>Su questo tema è già stato fatto tanto con il <strong>Piano Energetico Regionale</strong>, ma il solo Piano non basta certamente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Il Piano serve per stabilire una strategia; a noi tocca il compito di farlo sviluppare. Esso prevede che tutta l’energia utilizzata nella nostra regione sia da fonti rinnovabili. La nostra sfida è far crescere tutte le “filiere” delle energie rinnovabili, dall’eolico al fotovoltaico, dal mini idraulico alle biomasse. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Oggi in tanti hanno deciso di installare dei pannelli solari per la produzione di energia elettrica, per la produzione di calore per i termosifoni o per scaldare l’acqua sanitaria, ma nella nostra regione manca chi produca la tecnologia necessaria le cui componenti devono essere tutte importate, e inoltre sono pochissimi i tecnici abilitati all’installazione e quelli per la manutenzione e la gestione di grossi impianti, specialmente quelli di enti pubblici. Chiunque voglia installare il fotovoltaico deve rivolgersi fuori regione. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>              </span>La nostra Regione deve far crescere imprese che possano costruire i pannelli e tutto quello che serve per l’installazione e fare formazione anche per la gestione e manutenzione. Queste carenze comportano che in troppi rinuncino alle fonti rinnovabili perché la manutenzione costa molto dovendo venire da fuori regione e poi, figuriamoci se un guasto dovesse verificarsi nei giorni di Natale o Pasqua. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Tanti enti pubblici hanno pensato di installare questa risorsa ma hanno il problema della successiva gestione, tant’è che, non potendo fare diversamente, la danno alla stessa ditta che installa i pannelli, mentre potrebbe essere un’opportunità per i giovani locali che avessero voglia d’imparare. Stessa cosa dicasi per l’eolico. Per questo tipo di energia rinnovabile vogliamo proporre un progetto, “<em>Cantine Sociali del Sole e del Vento</em>”, indirizzato alle piccole e medie aziende, specialmente se agricole in modo che possano apporre ai loro prodotti delle etichette che indichino l’utilizzo dell’energia pulita per la loro trasformazione. Del sole ne abbiamo già parlato mentre </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">adesso voglio parlarvi del mini eolico, pale di 18-20 metri che producono energia con vento da 3-3,5 metri al secondo e che possono produrre fino a 20 kw. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>          </span>Logicamente bisogna rispettare le carte dei venti per vedere se è possibile installarle e monitorare poi in modo da dare delle informazioni sulla ventosità del sito. La Regione dovrebbe farsi carico di creare un fondo che possa finanziare l’utilizzo delle fonti energetiche alternative. <span>  </span><span>     </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Questo per rimborsare quelle aziende che, avendo affrontato la spesa del minieolico e di altre forme di energie alternative, qualche volta non dovessero riuscire a pagare le rate d’installazione a causa di ridotta produzione dovuta a circostanze congiunturali quali l’occasionale mancanza di sole o di vento. Il fondo servirebbe a pianificare la rata. Un esempio, se la mia rata alla banca è di 5.000€ ed ho una produzione di 4.000€, la regione mi dovrebbe coprire per 1.000€. <span> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Selle biomasse sappiamo che la Regione sta effettuando uno studio di fattibilità per due impianti pilota con la relativa coltura delle biomasse necessarie, il progetto si chiama DAE (Distretto Agricolo Energetico). Esso punta a creare due impianti pilota per la produzione di energia elettrica e termica da rivendere con il teleriscaldamento, nonché utilizzare 1500 ettari di terreno marginale per la coltivazione di biomasse. Come sappiamo la nostra Regione ha tantissima risorsa per biomasse, si va dai boschi agli scarti agro alimentari. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:36pt;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">I boschi un tempo servivano a rifornire la legna sotto forma di uso civico, oggi molto è abbandonato; sono pochi i comuni che utilizzano l’uso civico per i cittadini, si fanno solo tagli industriali e a volte si rovinano i boschi con le aperture di piste che si addentrano per i boschi l’esbosco e poi viene lasciata aperta ai fuoristrada. L’Appennino Centrale è caratterizzato dalle fustaie disetanee di faggio e, più in basso, dai cedui di cerro e di castagno e se ci ritroviamo questo paesaggio è perché un lavoro sapiente dell’uomo che per secoli ha utilizzato il territorio in modo sostenibile: le fustaie disetanee di faggio, per esempio, sono il risultato di una forma di governo del bosco caratterizzata dal taglio di alberi di diversa età opportunamente selezionati; i cedui di cerro e di castagno, invece, sono l’effetto di tagli a raso che, però, favoriscono la capacità al “ricaccio” propria di alcune specie arboree.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:36pt;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Dal faggio si produceva il carbone vegetale, dal cerro si ricavava la legna da ardere e dal castagno, oltre che il frutto, si ricavava prevalentemente la paleria da lavoro. Oggi, tutti questi tipi di materiali legnosi hanno un valore commerciale troppo scarso rispetto agli esosi costi per l’esbosco, particolarmente quando si tratta di zone marginali; ciò comporta l’invecchiamento sia dei cedui di cerro e di castagno che delle fustaie di faggio.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Con l’attuale necessità di fonti energetiche alternative, però, la “<em>legna da ardere</em>” è diventata “<em>biomassa per scopi energetici</em>” acquistando valore, seppure non per il mercato, almeno per la sostenibilità delle risorse.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:36pt;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">A questo punto, quindi, si giustifica la ricerca, nell’ambito della filiera foresta-legno-energia, di nuove e più valide soluzioni per coniugare un esbosco meccanizzato con l’orografia tipica dell’Appennino Centrale e con il basso valore del materiale legnoso, al fine di abbattere quei costi troppo elevati che rendono la fase dell’esbosco proprio l’anello più debole della filiera.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:36pt;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Gli scarti agro alimentari sono anch’essi una risorsa, benché siano considerati rifiuti a tutti gli effetti, tanto che bisogna avvalersi di tecnici per lo smaltimento. Per questo esistono vari sistemi per il loro utilizzo, sia essi bruciati che marciti, in entrambi i casi renderebbero energia. La prima direttamente dalla caldaia, la seconda utilizzano i gas della putrefazione. Questi rifiuti possono essere le sarmenti delle potature della vite, le potature ed i residui oleosi dell’olivicoltura, gli scarti delle lavorazione degli ortaggi e a volte gli ortaggi stessi che non vengono venduti. <span>    </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:36pt;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Come è stato detto all’inizio, la Regione ha prodotto un buon piano energetico che prevede tutto quello che abbiamo detto fino ad ora, quello che manca è il piano energetico delle Province, ossia, della provincia di L’Aquila,<span>  </span>di Pescara e di Chieti, anche se quest’ultima ha messo su un’Agenzia sull’Energia, ma che non ha prodotto quanto doveva. La provincia di Teramo ha un’Agenzia sull’Energia che ha prodotto un piano energetico soddisfacente alle proprie esigenze, mentre nessuno dei comuni che superano i 50.000 abitanti ha un piano energetico, così come prevede la legge.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:36pt;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Serve pianificazione per far si che tante imprese, anche multinazionali, non facessero del Far West nella nostra regione, come è successo con l’eolico e come sta succedendo con le biomasse. Nella Marsica sono stati presentati 6 progetti di centrali a biomasse, chi da oli, chi da scarti agricoli chi da legnami. Le centrali a biomasse da legnami sono faraoniche, chi da 30 chi da 50 MWT e né</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:36pt;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">la provincia di L’Aquila, né il comune di Avezzano hanno una pianificazione e capirete che caos ci sia e i cittadini non riescono più a capire le finalità di certe centrali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Acqua</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Questa risorsa è un bene comune, ma spesso non viene calcolato e ce ne accorgiamo della sua importanza quando ci viene a mancare. Di solito nelle giornate estive, quando vediamo i corsi d’acqua vuoti, a volte con morie di pesci. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 0 35.4pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Quando i contadini non riescono ad irrigare i loro campi ed i raccolti vanno a male.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>            </span>Quando per scarsa manutenzione degli acquedotti ci sono rotture e si è costretti a chiudere le saracinesche per la riparazione. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:35.4pt;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Quanto viene inquinata.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Manca una cultura dell’acqua come bene primario per tutti, indistintamente poveri o ricchi.<span>        </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Limitare i sprechi significa avere maggior risorsa per poi utilizzarla quanto scarseggia e questo negli ultimi ani succede spesso, diverse volte la regione Abruzzo ha dovuto dichiarare lo stato di calamità per la siccità e tanti contadini hanno visto il loro raccolto andare in fumo e solo quelli più grandi o esperti hanno avuto l’indennizzo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>La nostra Regione ha grandi quantità di acqua eccellente che distribuisce ai cittadini di ogni paese, anche il più sperduto nelle montagne, nonostante ciò si acquista l’acqua nei supermercati( e l’Abruzzo fa la sua parte) sprecando quella dei rubinetti. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Si potrebbe capire dal gesto quoditiano che facciamo, da quando ci alziamo a quando andiamo a dormire, dando ai bambini un brutto esempio di come si sciupa l’acqua “potabile”, mentre popolazioni non ce l’hanno nemmeno per bere. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>E qui si potrebbero fare tantissimi esempi,ma lascio a voi immaginare, ma uno lo voglio fare. <span>   </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Quando ad un bambino gli si fa vedere che l’acqua<span>  </span>per bere si compra<span>  </span>e non si usa quella del rubinetto, capisce che quella del rubinetto non vale niente e, di conseguenza, la si può sprecare.<span>  </span><span>   </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Noi dobbiamo assicurare ai cittadini che l’acqua che esce dal rubinetto è migliore di quella che acquistiamo al supermercato e per questo non bisogna sprecarla.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Per questo non ci possiamo permettere di sottovalutare quello che è successo nel Gran Sasso o quello che è successo a Bussi, ma non ci possiamo permettere nemmeno quello che sta succedendo a Pescara e a Chieti, che la gente resta senz’acqua.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span><span> </span>Dobbiamo capire perché quando è successo l’incidente nei laboratori di fisica nucleare nessuno ha alzato la voce e se non fosse stato per alcune persone e la magistratura ci saremmo trovati con il terzo traforo e disastri ecologici irreparabili. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Dobbiamo capire perché e come è stato possibile che qualcuno ha avuto il coraggio di interrare rifiuti pericolosi in ettari di terreno inquinando le falde acquifere e perché nonostante le preoccupazioni delle associazioni ambientaliste, hanno avuto il coraggio di far bere quell’acqua alla popolazione pescarese.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>La Giunta Pace aveva progettato di dare 3 milioni di m3 d’acqua all’anno alla regione Puglia e solo per competenza degli amministratori del csx ha fatto in modo che questo non accadesse. La stessa amministrazione aveva progettato una società ad acta per distribuire l’acqua nel fucino con introiti da capogiro, lo steso introito della società che avrebbe dovuto vendere l’acqua alla Puglia. <span>   </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Entrambi le società avevano un capitale ridicolo, ma avrebbero gestito milioni di euro.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Noi dobbiamo distinguerci da loro, perché l’acqua è un bene di tutti e chiunque amministra non ne deve fare una questione di cassa, né per chi è ricco, né per chi è povero,ecco perché diciamo che l’acqua è untene pubblico e deve essere gestita dal pubblico. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>La gestione dell’acqua deve essere oculata, dalla sorgente alla riammissione in mare, passando dai depuratori e dai corsi d’acqua, che siano essi fiumi o ruscelli. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>          </span>Quando in politica si parla dell’acqua si pensa subito alla componente del Cda e alle poltrone da spartirsi, per questo esistono i “Partiti dell’acqua”, dove tutti hanno la ricetta per i problemi, a parte di far parte del Cda. Spesso si parla dell’acqua come ente che fa cassa e non si pensa invece a come depurarla e riutilizzarla o, se ci si pensa, ci sono<span>  </span>sprechi abnormi, come il potabilizzatore di Chieti che doveva potabilizzare le acque del fiume Pescara, costato miliardi delle vecchie lire ed oggi non utilizzabile. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Tanti comuni della nostra regione non hanno il depuratore, molti degli esistenti lavorano male facendo uscire le acque non depurate bene. Non per questo bisogna abbassare la soglia percentuale di depurazione, come è venuto in mente a qualche consigliere regionale, ma bisogna che tutti si mettano in regola perché si restituiscano le acque reflue in condizioni che possano essere riutilizzate, anche dai contadini i quali una volta usata l’acqua per l’irrigazione, hanno il dovere di rimandarla nelle falde nello stesso modo in cui l’hanno prelevata, cioè potabile e non inquinata da pesticidi o diserbanti. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Gli stessi dovrebbero essere i primi a risparmiare questa risorsa, cambiando il modo d’irrigare con i nuovi sistemi a goccia che hanno fatto si che un paese come Israele, che non ha acqua abbastanza per l’irrigazione, potesse avere un’agricoltura fiorente. Logicamente quando si parla dell’acqua non si parla mai del rischio idro-geologico, questo come l’ambiente in se procura solo ostacoli ad un modo di sviluppo. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>E’ di pochi giorni fa un articolo di Legambiente che denuncia la costruzione di abitazioni lungo i corsi d’acqua e dove è stato dichiarato inedificabilità per rischi idro-geologico. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Questo nonostante fosse in atto un piano regionale che regola la costruzione di edifici per la residenza pubblica, se poi ci mettiamo che la manutenzione dei corsi d’acqua è scadente riusciremo a capire perché ogni volta che piove un po’ di più ci sono allagamenti, frane e morti. D’altra parte chi si comporta in questo modo è anche responsabile dell’inquinamento dei fiumi. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Nella nostra Regione sono pochi i km di fiumi che si salvano dall’inquinamento, solo alle sorgenti e per qualche tratto le acque restano sane, appena arriva l’antropizzazione con lei arriva l’inquinamento di ogni tipo e grado, anche pericolosi per la salute pubblica, come ci hanno dimostrato i fatti del Gran Sasso e quello di Bussi. Una regione come la nostra che pensa di svilupparsi con i progetti Parco, Appennino parco d’Europa e Abruzzo Regione Verde D’Europa, non può non tener conto di questi problemi e deve fare uno sforzo in più per risolverli in modo totale e questo non possiamo delegarlo ad una parte della società, il cdx, che pensa ad uno sviluppo diverso, fatto di cementificazione e distruzione della natura.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Su questo tema vorremmo lanciare un progetto Life per il Fucino. Il progetto prevede il ripopolamento dei gamberi di fiume nei canali del Fucino. La cosa si può fare, ma per prima bisogna cambiare il modo di coltivare. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Oggi oltre alle coltivazioni abituali, quali patate, carote, grano e mais, ci sono delle coltivazioni a cicli forzati, come le insalate o il finocchio che al contadino fanno fare tre raccolte l’anno. Queste hanno bisogno di tanta acqua che viene prelevata dai canali e che non ritorna subito nelle falde e, nelle condizioni attuali, ci torna inquinata dai nitrati e fosfati che vengono utilizzati in maniera errata con concimi e diserbanti. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Quindi cambiare significa tornare a produrre coltivazioni tradizionali o che non richiedano troppa acqua, utilizzando prodotti che non inquinano o che, se utilizzati bene, inquinano poco. Nello stesso tempo si dovrebbero piantare degli alberi lungo i canali d’irrigazione in modo di avere una fito depurazione naturale ed in questo modo si può pensare di reintrodurre il gambero di fiume nel Fucino, così si potrebbe avere un prodotto sarebbe d’eccellenza con il marchio DOP che andrebbe a<span>  </span>compensare le mancate raccolte.<span>  </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Come tutti i piani regionali anche quello dell’acqua ha bisogno di sostegno e di pianificazione a livello provinciale e locale in modo che possa essere funzionale a l’intera società e non solo per poche persone. Abbiamo già accennato ai problemi che in questi giorni affliggono le città di Pescara e Chieti. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span><span> </span>La loro popolazione ha problemi di approvvigionamento dell’acqua e solo in questi momenti si ha la percezione di quanto sia indispensabile questo bene, perché l’acqua non si beve soltanto, ma con essa ci si lava, si cucina e la utilizziamo in tantissimi altri modi e solo in questi momenti si pensa a quelli che questo problema ce l’hanno tutti i giorni. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Insieme ad una nuova cultura dell’acqua andrebbe effettuata un cambiamento radicale dei nostri comportamenti e la questione non è solo filosofica, è il solo modo per poter assicurare un mondo migliore ai nostri figli.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Rifiuti</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>La nostra Regione ha approvato il piano regionale dei rifiuti da poco tempo, un buon piano che può essere sempre migliorato nel tempo. C’è bisogno di portare a termine questa pianificazione con velocità, altrimenti ci troveremo a fare i conti con le odiosissime discariche che nessuno vuole se non l’Ecomafia. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Come il piano energetico, anche questo piano ha bisogno di<span>  </span>pianificazione da parte delle Province,ora che sono stati ridotti drasticamente i consigli di amministrazioni che da 14 sono stati portati a 4. Quattro A.T.O. tanti quanto le province, anche se, come la regione dell’Emilia Romagna ha una sola società che gestisce tutto ciò che riguarda questa materia,mentre noi abbiamo nelle province<span>  </span>sono 3 e anche 4 società che non riescono a soddisfare il fabbisogno locale. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>La prima cosa che ci dice questo piano è che bisogna ridurre gli enti gestionali, poi ci dice che bisogna ridurre la produzione dei rifiuti, perché ne produciamo troppo e non sappiamo fare la raccolta differenziata che alla fine dell’anno dovrebbe arrivare al 23%. Il piano prevede un aumento della differenziazione dei rifiuti fino al 60% e successivamente prevede il recupero energetico.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>La notizia di ieri che Chiodi nei primi 100 giorni del suo governo, se verrà eletto, sarà quello di cancellare la quota minima di raccolta differenziata in modo che potrà partire subito il progetto dei Termovalorizzatori, vecchia storia la loro. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Nel piano triennale si prevede l’investimento di 36 milioni di euro di cui 25 andranno alla realizzazione dei sistemi impiantistici, come quello realizzato ad Aielli inaugurato poco tempo fa e che servirebbe al compostaggio dei rifiuti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Questo piano è stato approvato dopo 2 anni di concertazione, è stato posto alla Valutazione Ambientale Strategica e ci sono stati riconoscimenti da parte delle Associazioni Ambientaliste e della FederAmbiente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Logicamente tutto è migliorabile, ma una cosa è certa, come è stato gia detto, non abbiamo tempo da perdere, bisogna che ognuno di noi faccia la sua parte e che i cittadini abruzzesi debbono essere messi in condizioni di fare la raccolta differenziata per arrivare alla percentuale preposta.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span><span> </span>Dovevano essere le aree protette, con la copertura del 33% del territorio abruzzese, a dare un programma sostenibile, cosa che non è stata fatta o si è provveduti solo ultimamente. I costi della vita nei paesini di montagna spesso è insostenibile. Si va dal riscaldamento delle abitazioni che è di molto superiore a quello di chi abita al mare, ai prezzi dei negozi d’alimentari, che, dove ci sono, sono in pochi e spesso se ne approfittano per la mancata concorrenza. Dai collegamenti con centri urbani più grandi che a volte sono inesistenti, alla mancanza della banda larga per il collegamento ad internet. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Su questi due argomenti vorremmo fare una proposta da inserire al programma del partito:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>La Car Shering, ossia affitto di autovetture. Questo progetto potrebbe essere destinato nei paesi dove il collegamento con gli autobus è scarso, ed allora la regione acquista auto, possibilmente ecologiche<span>  </span>con impianti a metano o gpl, e gli abitanti di quei paesi possono utilizzare le auto in affitto per i loro spostamenti</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Il secondo progetto è il WiFi che sta per Wirless Fidelity. Praticamente un sistema di collegamento alla banda larga senza fili, con ricevitori. Questo servizio in molte zone dell’Abruzzo è assicurato con una società che si chiama Witel, mentre è in programma un progetto nazionale denominato WiMax, o riprendere uno studio della Telecom ed Enel per il passaggio della banda larga attraverso i collegamenti elettrici, che oggi arrivano a coprire tutto il territorio nazionale. <span>   </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>           </span>Questo progetto dovrebbe essere destinato a tutti i paesi di montagna e gratuitamente. Come sono gratuite le strade che percorriamo con le automobili, così dovrebbe essere gratuito usare le strade telematiche. In modo che, chi volesse fare un’operazione bancaria lo può fare anche tramite internet senza fare 50 km e permettere a tutti di poter pubblicizzare i loro prodotti tramite le strade telematiche, quelle che oggi sono le più usate dagli utenti. <em><span> </span></em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Vincenzo Pisegna</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Coordinatore Regionale</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ecologisti Democratici Abruzzo</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Info:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">3397203891</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><a href="mailto:vincenzo.pisegna2@virgilio.it"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">vincenzo.pisegna2@virgilio.it</span></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">http://ecodemteramo.wordpress.com</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:36pt;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecodemteramo.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecodemteramo.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecodemteramo.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecodemteramo.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ecodemteramo.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ecodemteramo.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ecodemteramo.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ecodemteramo.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecodemteramo.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecodemteramo.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecodemteramo.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecodemteramo.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecodemteramo.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecodemteramo.wordpress.com/129/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecodemteramo.wordpress.com&amp;blog=3675863&amp;post=129&amp;subd=ecodemteramo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Conferenza Organizzativa Lanciano</title>
		<link>http://ecodemteramo.wordpress.com/2008/09/23/conferenza-organizzativa-lanciano/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 19:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bacu1959</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ecodemteramo.wordpress.com/?p=122</guid>
		<description><![CDATA[Conferenza Organizzativa per la stesura di un programma Politico-Ambientale dell’ EcoDem Abruzzo. In seguito all’incontro tenutosi alla fine di agosto presso la sede del PD Regionale a Pescara, al fine di contribuire alla stesura del programma EcoDem per le prossime elezioni regionali, ritengo sia utile produrre il seguente articolo che affronta alcune tematiche specifiche sia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecodemteramo.wordpress.com&amp;blog=3675863&amp;post=122&amp;subd=ecodemteramo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:14pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Conferenza Organizzativa per la stesura di un</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:14pt;line-height:150%;font-family:Arial;">programma Politico-Ambientale dell’ EcoDem Abruzzo.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">In seguito all’incontro tenutosi alla fine di agosto presso la sede del PD Regionale a Pescara, al fine di contribuire alla stesura del programma EcoDem per le prossime elezioni regionali, ritengo sia utile produrre il seguente articolo che affronta alcune tematiche specifiche sia in termini politici che in termini ambientali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">Il 20° secolo, il cosiddetto “Secolo breve”, ha prodotto una accelerazione notevole delle attività umane in tutti i campi; basti pensare all’evoluzione del sistema dei trasporti, oppure all’evoluzione del sistema di produzione energetico, oppure, agli sconvolgimenti prodotti da due guerre mondiali, nella prima metà del secolo, e due guerre locali (il Vietnam e l’Afganistan), nella seconda metà del secolo. Insomma tutto ciò che l’uomo aveva prodotto, dalla sua comparsa sul pianeta fino alla soglia del settecento, in termini di conoscenza e, conseguentemente, in termini di attività socio-economiche, rappresenta una parte molto piccola rispetto a ciò che ha prodotto negli ultimi 250 anni. E la stragrande parte dell’attività socio-economica prodotta dalla metà del settecento ad oggi è avvenuta negli ultimi 100 anni. In estrema sintesi dalla metà del settecento ad oggi, se pensiamo al solo aspetto tecnologico (che ha rappresentato e rappresenta il motore dell’attività pratica del genere umano), l’umanità è passata attraverso quattro rivoluzioni: la prima che ha cambiato i sistemi di produzione attraverso la sostituzione delle braccia umane con le macchine a vapore; la seconda che ha sostituito i mezzi per la mobilità umana con macchine veloci (auto, treni, aerei); la terza che ha cambiato la comunicazione attraverso l’introduzione dei sistemi d’informazione (telematici, informatici e della comunicazione di massa); la quarta che ha cambiato i sistemi di produzione da locali a globali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span id="more-122"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">È ovvio, perciò, che la stragrande parte (o forse tutti?) dei sistemi ecologici abbiano risentito enormemente di queste trasformazioni, basti pensare solamente alla concentrazione degli inquinanti del sistema fognario (dai tempi dell’Impero Romano ai giorni nostri) per scoprire quale enorme impatto ha prodotto su tutti i corpi idrici, negli ultimi 100 anni, l’introduzione dei servizi igienici in ogni singola abitazione del cosiddetto occidente industrializzato. Se pensiamo, inoltre, al cambiamento dei sistemi di produzione dei beni di consumo ed alla enorme massa di questi ultimi introdotti sui mercati mondiali in analogo periodo, abbiamo finalmente la misura dell’enorme impatto provocato dal genere umano sull’ambiente in cui vive, sia in termini di consumo di materia prima, sia in termini di trasformazioni territoriali (e relativa concentrazione demografica), sia in termini di sconvolgimento degli ecosistemi. Tutto è conseguenza di tutto, potremmo dire per estremizzare la sintesi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">Cosa succederà nei prossimi secoli non possiamo prevederlo, possiamo però immaginare cosa succederà se continuiamo a sostenere il sistema socio-economico attuale, ignorando ciò che questo sistema ha prodotto fino ad oggi, sottovalutando la sofferenza del pianeta sotto i colpi dell’attività umana. Basti guardare un attimo a cosa ha significato, sotto il profilo del consumo energetico, lo sviluppo repentino di due grandi paesi, la Cina e l’India: aumento dei consumi di petrolio, aumento delle emissioni in atmosfera, aumento della produzione dei rifiuti industriali e civili, e così via.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">Tutto questo perché nell’epoca della globalizzazione nessuno possa ulteriormente ignorare che è necessario assuma ugual ruolo globale il controllo delle attività umane, intese come sistemi di produzione o sistemi relazionali. È importante, insomma, imporre l’attenzione sulle tematiche ambientali per far si che parole come “sostenibilità” non rimangano solo affermazioni di principio, ma si traducano in fatti reali, altrimenti il genere umano non potrà sopravvivere ed il pianeta cercherà nuovi equilibri; d&#8217;altronde il pianeta lo ha già dimostrato durante l’era dei dinosauri che, appunto, da un’era ad un’altra, per motivi sconosciuti, sono letteralmente scomparsi dalla faccia della terra.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">L’Abruzzo rappresenta un’infinitesima traccia del sistema socio-economico mondiale, e sicuramente non racchiude in se problematiche ambientali drammatiche come in altre parti del pianeta, anche se, pensando a ciò che è successo a Bussi sul Tirino, oppure a quella che sembra essere una vera e propria trasformazione della costa teatina in regione mineraria per l’estrazione di petrolio, sicuramente qualche riflessione è doveroso farla; ciò detto, risultare chiaro ed evidente che: porre l’attenzione alle politiche ambientali è condizione necessaria per conservare il giusto equilibrio ambientale nella nostra Regione. Tutto ciò che possiamo pensare per migliorare le condizioni socio-economiche dei nostri concittadini non potrà mai prescindere dalle conseguenze che queste provocano all’ambiente in cui viviamo, sia in termini di qualità della vita sia in termini di garanzia di vivibilità nello stesso ambiente per le generazioni future. In altri termini: il tema della “sostenibilità ambientale” deve essere centrale in ogni azione politica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">Dopo quanto sopra affermato, si potrebbe passare alla trattazione del sistema di produzione energetica regionale, invece che del sistema di gestione integrata dell’acqua, o dei sistemi naturalistici delle zone montane, o di altri argomenti importanti in termini di impatto sull’ambiente; ritengo, però, che ci siano persone più preparate, pronte ad intervenire su queste tematiche; perciò in questo articolo si parlerà solo di alcuni argomenti che riguardano il sistema integrato per la gestione dei rifiuti; più in particolare della ricaduta della gestione integrata dei rifiuti sotto l’aspetto socio-economico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">Sembrerebbe inutile riaffermare che questa compagine politica, che ancora guida la Regione Abruzzo, ha il grosso merito di essere riuscita a ridisegnare il panorama della gestione dei rifiuti dopo un black-out di oltre cinque anni. È invece utile rimarcare con forza che il centro destra abruzzese, ed in particolare i politici Nazional Alleati, hanno fermato un sistema che era già ben avviato e che avrebbe dovuto, dal 2000 al 2005, mettere a regime tutta una serie di meccanismi che oggi, nell’anno 2008, avrebbero portato l’Abruzzo allo stesso livello di altre regioni Italiane; avremmo potuto avere in otto anni impianti di trattamento sufficienti per il fabbisogno regionale e, forse, avremmo già potuto – tre anni fa – cominciare a parlare di sistemi alternativi all’uso preponderante delle discariche per lo smaltimento finale dei rifiuti. Ma così non è stato e l’attuale compagine di centro-sinistra ha solo potuto ridisegnare, aggiornandolo, un piano dei gestione integrata dei rifiuti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">Perché è avvenuto tutto questo? Perché dalla fine degli anni ’90, posto rimedio ad un’emergenza gestionale dei rifiuti che si trascinava da un decennio, mediante l’apertura di una serie di impianti di smaltimento finale, non sono andate avanti politiche di differenziazione, recupero e riutilizzo dei rifiuti, unitamente a politiche impiantistiche tali da uniformarci alle direttive Europee e Nazionali? Sembrerebbe ozioso analizzare questi interrogativi, ed invece così non è perché ciò che è successo in passato in termini di emergenza rifiuti, potrebbe riproporsi in un immediato futuro; tant’è che in un precedente articolo, mai pubblicato ma riportato in allegato al presente scritto, in cui si parlava di nuova emergenza per il sistema regionale per la gestione dei rifiuti, si cercava di proporre, tra le righe, una disamina dell’attuale situazione gestionale abruzzese.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">Come già accennato, fra la metà e la fine degli anni novanta esistevano in Abruzzo una diecina di discariche tra i 100.000 mc ed i 2.000.000 mc (quella di Cerratina – Lanciano) che promettevano per oltre un quinquennio, una gestione “tranquilla” dei rifiuti domestici. In questo contesto maturò un piano regionale (redatto dagli stessi soggetti che hanno prodotto l’attuale piano – sotto altro nome societario) che aveva forse un solo difetto: la moratoria per cinque anni dello smaltimento finale dei rifiuti mediante incenerimento con recupero energetico. Per il resto era un buon piano che andava sicuramente, sotto <span> </span>alcuni aspetti, migliorato (così come proposto dal sottoscritto all’Assessorato Per l’Ambiente nell’aprile del 2001), ma che manteneva un buon equilibrio negli A.T.O. e fra gli A.T.O., migliorava la concorrenza, promuoveva le raccolte differenziate e, cosa ben importante, non circoscriveva le tecnologie per il trattamento.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">Nel 2000, anno in cui i Nazional Alleati hanno assunto la guida delle politiche regionali per la gestione dei rifiuti, è successo qualcosa che ha interrotto un cammino certamente positivo sviluppato dalle compagini governative regionali dall’ 88 al 2000. Appena insediati, illustri rappresentanti Nazional Alleati (Assessore all’Ambiente, Assessori di importanti comuni, consiglieri regionali e provinciali) cominciano a parlare di “piano inadeguato”, di “piano da cambiare”, di raccolte differenziate da evitare perché troppo costose, di tecnologie limitate ed altri argomenti generici tali da bloccare di fatto l’applicazione del piano (in quel periodo, oltre la giunta regione, tre province su quattro ed i maggiori comuni<span>  </span>erano in mano al centro destra). Insomma, passava il motto di Bartaliana memoria “tutto sbagliato, tutto da rifare. Risultato: il caos più completo, e dal 2000 al 2005 è stato solo bloccato il piano vigente, ma quello nuovo non arrivava – e non arrivò. Che cosa si aspettava? Forse il continuo parlare di inceneritori aveva creato aspettative fra i vari imprenditori locali e non, ma non si trovavano posizioni di equilibrio? Forse il mercato dello smaltimento dei rifiuti stava trovando nuovi assetti a dispetto delle esigenze abruzzesi? Sono queste alcune delle ipotesi che, alla luce di ciò che sta succedendo in questi giorni, possono per certi aspetti essere ritenute valide; infatti il mercato gestionale si è assestato (a beneficio di un unico operatore di settore che controlla direttamente ed indirettamente le più importanti società di gestione dei rifiuti domestici abruzzesi) e si cominciano a sentire voci di interessi di vari imprenditori locali alla costruzione di inceneritori (si precisa che il sostantivo “termovalorizzazione” è solo italiano, inventato per glissare il sostantivo “inceneritore” mal digerito dall’opinione pubblica).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">Altro accadimento, non secondario, durante la gestione dell’Assessorato all’ambiente dei Nazional Alleati, c’è stato lo svuotamento degli uffici regionali dedicati proprio alla gestione dei rifiuti e l’azzeramento di ogni investimento per la qualificazione del personale; tutto questo ha prodotto un progressivo impoverimento della cultura pubblica in un settore, come quello della gestione dei rifiuti, in continuo movimento, e la conseguente progressiva invasione della cultura degli o dell’operatore privato che (proprio per la combinazione di due effetti, confusione di indirizzo politico e depauperamento della cultura pubblica) ha pesantemente condizionato le politiche di indirizzo della stessa regione. Prova ne sono, tra le più importanti: il prodotto della formazione dei singoli A.T.O. risultanti dalla nuova pianificazione, la continua ingerenza sulle scelte tecnologiche degli impianti ad uso pubblico, il monopolio delle informazioni di carattere gestionale che producono, come conseguente effetto un monopolio di costi di smaltimento. In poche parole la mancanza di riferimenti certi negli uffici pubblici ha prodotto uno snaturamento della collaborazione pubblico/privato riducendola ad una vera e propria invasione del privato della sfera degli interessi pubblici.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">Questa cultura ha preso piede e continuerà nel tempo fino a quando: i servizi pubblici e soprattutto le aziende pubbliche rimarranno in mano ai partiti, che per squallidi interessi di mantenimento di posizioni di potere evitano di scegliere gente capace di ragionare con la propria testa; le lungaggini burocratiche produrranno ritardi sulle realizzazione pianificate; i funzionari pubblici rimarranno “ignoranti” rispetto al sapere derivante dal continuo aggiornamento di settore; esisterà un effettivo scoordinamento tra le istituzioni pubbliche; e soprattutto, fino a quando la Regione Abruzzo non si riprenderà quel ruolo di responsabilità necessario allo sviluppo di tutto il sistema rifiuti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">Altro capitolo importante è quello relativo all’informazione ed al controllo (o viceversa) sulla gestione dei rifiuti. Negli ultimi 8 anni è successo che la mancata conoscenza ed esperienza in campo ambientale (sotto tutti gli aspetti) da parte dei vari personaggi nominati dai partiti nei vari enti pubblici di controllo, ha prodotto e sta producendo dei guasti incalcolabili nel panorama ambientale abruzzese e non solo nel settore della gestione dei rifiuti. Questi guasti derivano, quindi, da una non adeguata guida degli enti di controllo, ma non solo da questa: questi guasti derivano anche da un rapporto sporadico con le istituzioni della cultura pubblica, dalla scarsa collaborazioni con strutture scientifiche presenti sul territorio, dalla mancanza di personale o dalla mancata razionalizzazione delle funzioni del personale già presente e dalla scarsa collaborazione con gli Enti Locali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">Non è possibile che nella maggior parte delle province così come nella stessa regione, manchino la maggior parte dei dati relativi alla gestione dei rifiuti attualizzato almeno a due anni precedenti all’anno corrente, come non è possibile che un direttore generale dell’ARTA non sia aggiornato sugli studi in campo ambientale prodotto da Università, Enti di ricerca, associazioni ambientaliste e, neanche della situazione dei controlli sulle acque. Tutto questo è semplicemente scandaloso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">Basta quanto detto sino ad ora per cominciare a pensare ad una politica sulla gestione dei rifiuti fatta non solo di pianificazioni ma anche di cultura adeguata dei dipendenti pubblici, controllo, conoscenza della realtà numerica dei rifiuti in circolazione. Oltre a ciò, per i motivi sopra detti, bisogna ripristinare un corretto rapporto fra interesse pubblico ed interesse privato e questo lo si può fare solo spezzando la spirale che fa scomparire del tutto le regole di mercato. Bisogna incentivare gli investimenti nel campo del recupero da parte di più soggetti privati e accelerare la costruzione degli impianti di competenza degli enti pubblici già operativi sul mercato della gestione dei rifiuti; bisogna, perciò, accelerare i tempi di approvazione dei progetti e sveltire le pratiche finanziarie.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">In definitiva, bastano pochi punti per la definizione di un programma di gestione dei rifiuti in abruzzo: 1°) aggiornare e riqualificare i funzionari regionali; 2°) controllare l’operato degli enti di controllo; 3°) promuovere la costruzione degli impianti di trattamento pubblici e privati per allargare il mercato; 4°) rimodulare gli ATO ed accertare costantemente l’effettiva concorrenzialità del mercato; 5) riorganizzare gli osservatori sulla gestione dei rifiuti (anche dal punto di vista della certificazione delle raccolte differenziate); 6) promuovere competenza e professionalità per la direzione dell’ARTA regionale; 7) organizzare un tavolo tecnico tra istituzioni, università e centri di formazione e ricerche. Questi rappresentano i punti più importanti a cui accompagnare una costante propensione al rispetto delle politiche più generali che vedono da più di un decennio promuovere il nostro Abruzzo come “Regione Verde d’Europa”. Non dimentichiamolo mai.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">Pennadomo lì 8 settembre 2008</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;">Circolo “Barry Commoner” Lanciano-Sangro-Aventino</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;"><span>                                                                                                                                          </span>Nico Frattura</span></p>
<p><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;"><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Emergenza Rifiuti <span>                                                                                        </span>Lanciano 25 luglio 2008</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Nessuno ne parla, ma la realtà non cambia:dal prossimo primo gennaio 2009 (fra meno di cinque mesi) i rifiuti che non verranno trattati non potranno andare più in discarica. Il trattamento consiste, essenzialmente, nella triturazione dei rifiuti e nel loro passaggio in impianti capaci di digerirne la parte organica in modo da renderla simile ad un terriccio. Parliamo dei rifiuti domestici, tralasciando i rifiuti prodotti dalle attività industriali, artigianali, commerciali e di servizio a cui devono pensare autonomamente i titolari di queste attività. In Abruzzo, ad oggi, esistono solo pochi impianti che possono trattare in modo completo meno di un terzo dei rifiuti domestici prodotti in Abruzzo, e sono localizzati: uno nel Vastese, uno nella Valle Peligna, uno nella Marsica ed uno nell’Alto Sangro. Oltre a questi ci sono 4 impianti industriali (uno a Lanciano, uno a Pescara, uno nella Val Vibrata ed uno all’Aquila) la cui funzione è solo quella di triturare i rifiuti (con un tocco di ridicolo a Lanciano e Pescara dove i rifiuti vengono triturati, separati &#8211; il secco dall’umido &#8211; e rimischiati in discarica) che trattano meno della metà dei rifiuti domestici Abruzzesi. Poi c’è un impianto, della DECO S.p.A. (che da sola tratta e si appresta a trattare, direttamente e indirettamente, più del 60% dei rifiuti domestici Abruzzesi) per il trattamento fino a 220.000 tonnellate all’anno di rifiuti domestici, autorizzato “miracolosamente” dalla Regione Abruzzo (in base a chissà<span>  </span>quale marchingegno interpretativo delle vecchie pianificazioni Regionale e Provinciali) un paio di anni prima dell’attuale pianificazione che stabilisce un unico Ambito tra parte della provincia di Chieti e tutta la Provincia di Pescara (roba da maghi preveggenti). Infine ci sono gli impianti ancora da progettare come quello del Consorzio Comprensoriale di Lanciano i cui impianti vengono progettati, costruiti e gestiti dalla Ecologica Sangro s.r.l. (60% del capitale detenuta dalla DECO S.p.A.). Su questo impianto c’è veramente da riflettere. Presentato dall’Ecologica Sangro s.r.l. un primo progetto ben sette anni fa, fu subito sostituito nell’anno 2002, con uno più innovativo, ma anche quest’ultimo non andava bene ai tre consiglieri nazional<span>  </span>alleati del Consorzio Comprensoriale Lancianese; così ché negli anni successivi sono stati presentati, sempre dall’Ecologica Sangro, altri tre o quattro progetti (se n’è perso il conto) con un altalena impressionante tra lo stesso Consorzio Comprensoriale Lancianese, che indicava una ben precisa tecnologia da seguire e l’Ecologica Sangro (leggi DECO S.p.A. che ne detiene, si ribadisce, il 60% del capitale e che ha provveduto ultimamente a cacciare tutto lo staff tecnico e dirigenziale lancianese per ricondurre tutta la direzione nei propri uffici di Pescara) che puntualmente faceva pressione perché se ne realizzasse un’altra. Una vergogna che rasenterebbe il ridicolo se non ci fosse di mezzo la DECO S.p.A. che nel frattempo sta ultimando quell’impianto miracolato, a Chieti Scalo, che da solo può lavorare anche i rifiuti dell’Ambito Lanciano-Vasto. Sempre la stessa cosa: quando si parla di rifiuti domestici in Abruzzo spunta sempre il nome della DECO S.p.A.. Sarà un Caso?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Certo non è una cosa che potrà protrarsi nel tempo visto che le scadenze sono molto ravvicinate, ma intanto l’altalena tra Ecologica (DECO) ed il CdA del Consorzio (tutto il CdA?) va avanti . E dire che il Consorzio Comprensoriale Lancianese è stato il primo in Abruzzo a dotarsi di un impianto che ha soccorso l’intera Regione, e per un periodo di tempo limitato la Regione Campania. Solo una vergogna? Non oseremmo mai credere che si trattasse di più, visti gli interessi in gioco che ammontano per i soli rifiuti urbani a più di 50 milioni di euro all’anno. Quanti ne introiteranno ciascuno le imprese abruzzesi? Si fa presto a fare il conto 35 milioni una sola, se andrà avanti così come ora va avanti il mercato, il resto, invece, verrà ripartito fra un’altra decina di soggetti: una briciola ciascuno. Evviva la concorrenza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;"><span>                                                                                                                                          </span>Nico Frattura</span></p>
<p><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;"><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p style="margin-bottom:6pt;"><a name="1905522"></a><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>I termovalorizzatori o che?</strong> </span></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span><span style="font-family:Arial;">Il problema lo ha sollevato Ottaviano del Turco con una presa di posizione sui cosiddetti Termovalorizzatori di cui la Regione Abruzzo avrebbe bisogno per scongiurare la “sindrome campana”.</span><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:6pt 0 0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Certo I toni delle reazioni alla presa di posizione del Governatore assomigliano più ad un pubblico da stadio (compresi gli ultras) che a riflessioni serie capaci di mettere sul tavolo più di un problema, e più in generale la cosiddetta gestione integrata dei rifiuti.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:6pt 0 0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Apriamo l’arancia e controlliamo gli spicchi: la produzione globale dei rifiuti, la riduzione degli imballaggi, il recupero di materia, il trattamento dei rifiuti irrecuperabili, lo smaltimento finale. Ci sono tutti i più importanti. Benissimo! Vediamo ora; con i tempi che corrono, favorire le strategie sia civili che industriali della riduzione globale dei rifiuti (che poi significa favorire tutto ciò che mira alla revisione di tutto il sistema degli imballaggi ed alla differenziazione dei rifiuti per un corretto recupero di materia) equivale a sfondare porte già aperte. Sono gli ultimi due spicchi dell’arancia che bisogna guardare con un po’ più di attenzione.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:6pt 0 0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Il trattamento dei rifiuti bisogna farlo così come dice la CEE (quindi, per legge) e, si badi bene, è il tipo di trattamento che disegna lo scenario futuro dello smaltimento finale dei rifiuti. Nella migliore delle ipotesi si può arrivare a ridurre i rifiuti da smaltire fino al 70% della quantità prodotta nelle case e nelle attività produttive in genere. E dell’ultimo 30% che cosa ne facciamo? Inutile girare intorno al problema: o continueremo ad attuare le vecchie politiche delle discariche, che presuppongono un occupazione di vaste aree di territorio, oppure dobbiamo trovare sistemi di smaltimento tali da ridurre al minimo quest’occupazione.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:6pt 0 0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Alla fine, fra non meno di 10 anni, chi dovrà scegliere, sceglierà, si spera, fra il minore dei mali riguardo gli impatti che si produrranno sull’ambiente. Il nostro compito è quello di controllare, serenamente e senza pregiudizio alcuno, che vengano perseguiti sempre e solamente gli interessi collettivi, riguardo la salute ed il benessere.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:6pt 0 0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Perciò, oggi, la levata di scudi contro gli inceneritori o le sbracate a favore, sono del tutto fuori luogo. Nel frattempo tutti dovremmo perseguire obbiettivi che portino la nostra Regione a ridurre la quantità dei rifiuti da trattare di almeno il 40% e scegliere impianti molto flessibili in modo da non legarci ad un solo sistema di smaltimento. Insomma, la discussione intorno al nuovo piano di smaltimento dei rifiuti in Abruzzo dovrebbe rappresentare una buona occasione per discutere seriemente dei problemi e non per far prevalere gli interessi di parte (politica o non).</span></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:6pt 0 0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">A Lanciano, infine, i vari personaggi che cercano visibilità (ormai i soli paladini dell’ambientalismo nostrano), anche attraverso le disgrazie altrui, parlano, parlano, ma di proposte serie non se ne sentono. Nessuno che abbia proposto, per esempio, di cominciare con studiare seriamente tutte le aree critiche della città (magari con l’Università, con il Mario Negri, con gli specialisti locali, con l’ARTA) e vediamo cosa risulterà. Forse così avremo una mappa seria su cui confrontarci con qualsiasi proposta in campo impiantistico venga avanzata. Anzi, volete saperlo, forse è la prima cosa da fare. Altro che chiacchiere.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Lanciano 8 maggio 2008 Nico Frattura</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Arial;"><span>                                                                                                                                                                 </span></span></p>
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		<title>Atti dell&#8217;assemblea</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 19:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bacu1959</dc:creator>
				<category><![CDATA[1]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;assemblea regionale degli Ecologisti Democratici riunitasi in Avezzano il 18 settembre 2008 ha eletto Coordinatore Regionale Vincenzo Pisegna e un coordinamento regionale così composto: I 4 coordinatori Provinciali: Domenico Carusi, Michele di Paolantonio, Mario Martinelli e Daniele Patacchini, appena eletto; Antonello De Vico, Franco Caramanico, Michele Fina, Sabrina Simone, Nico Frattura, Stefano di Re, Giorgio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecodemteramo.wordpress.com&amp;blog=3675863&amp;post=115&amp;subd=ecodemteramo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;assemblea regionale degli Ecologisti Democratici riunitasi in Avezzano il 18 settembre 2008 ha eletto Coordinatore Regionale Vincenzo Pisegna e un coordinamento regionale così composto:</p>
<p>I 4 coordinatori Provinciali:</p>
<p>Domenico Carusi, Michele di Paolantonio, Mario Martinelli e Daniele Patacchini, appena eletto;</p>
<p>Antonello De Vico, Franco Caramanico, Michele Fina, Sabrina Simone, Nico Frattura, Stefano di Re, Giorgio Colangeli, Michele Di Febo, Antonio Gallo, Piera Colabianchi e Federica Ferrari.</p>
<p>Vi comunico che il direttivo nazionale del 19 settembre, oltre ad approvare lo statuto, ha deciso di organizzare una manifestazione sulla mobilità sostenibile per il 20 ottobre. La manifestazione dovrebbe essere appoggiata da tutto il partito, per questo ho già scritto ai segretari provinciali ed al segretario regionale affinché possano darci una mano alla riuscita della manifestazione .</p>
<p>Nei prossimi giorni sarò più preciso.</p>
<p>Buon lavoro a tutti.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Relazione Assemblea Regionale</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 19:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bacu1959</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Relazione assemblea regionale EcoDem     Con la mia relazione non voglio trattare una nozione sull’ambientalismo da quando è nata la vita ad oggi, ma una considerazione su ciò che è avvenuta nell’ultimo secolo, periodo in cui l’ambiente ha sofferto di più, cioè, da quando l’industria a iniziato a sostituire la mano d’opera con le [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecodemteramo.wordpress.com&amp;blog=3675863&amp;post=112&amp;subd=ecodemteramo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Relazione assemblea regionale EcoDem</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Con la mia relazione non voglio trattare una nozione sull’ambientalismo da quando è nata la vita ad oggi, ma una considerazione su ciò che è avvenuta nell’ultimo secolo, periodo in cui l’ambiente ha sofferto di più, cioè, da quando l’industria a iniziato a sostituire la mano d’opera con le macchine fino ad arrivare al giorno d’oggi che manca poco al punto del non ritorno e se fino a ieri c’era qualcuno che metteva in dubbio la colpa dell’umanità sui cambiamenti climatici, oggi tutti ammettono tale errore.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Il trattato di Kyoto ci impone di cambiare atteggiamenti che vadano verso il rispetto della natura, da qui iniziare a produrre meno c02 con la minaccia di pesanti sanzioni da parte della comunità europea e sarà inevitabile.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">La questione ambientale ormai è al primo punto delle agende dei politici di tutto il mondo, sia di destra che di sinistra. Lo dice anche il nostro segretario, Valter Veltroni, l’ambiente è una cosa molto importante e non possiamo delegare ad altri quello che è sempre stato un tema della sinistra.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span id="more-112"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Vorrei approfittare della presenza del segretario regionale Luciano D’Alfonso e dei segretari provinciali per specificare chi siamo:</span></span></p>
<p><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">L’<em><strong>associazione degli ecologisti democratici</strong></em><strong> </strong>è aperta e opera <em>dentro</em> e <em>fuori </em>il PD.</span></span></p>
<p><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Aperta anche alla partecipazione di chi al PD non aderisce. Che cerca di far vivere l’”ambientalismo del fare” non solo dentro il partito, ma prima ancora nella società, nei luoghi in cui si fa ricerca, si lavora, si produce. Che stimola le amministrazioni locali. Che si impegna a far crescere un nuovo <em>civismo ecologista</em> nei comportamenti dei cittadini.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Un’associazione necessaria per dare più forza all’ ambientalismo dentro al PD, e <em>utile al PD</em> per entrare in sintonia con quanti, nella società italiana, si riconoscono nell’idea che l’ambiente è oggi più che mai una frontiera di progresso e di civiltà.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Un’associazione che nasce dall’incontro di esperienze già esistenti &#8211; come quelle di Sinistra ecologista e del Movimento ecologista, come quelle maturate nella Margherita, nell’ nell’associazionismo, e in altri mondi ancora &#8211; ma vuole anche allargarsi a tante energie nuove.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Un’associazione che dialoga con tutte le associazioni ambientaliste &#8211; da Legambiente al Wwf, a tutte le altre – la cui autonomia rispetto ai partiti va pienamente salvaguardata, sapendo che noi agiremo su un piano del tutto diverso e distinto, quello della politica. Guai a far confusione.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Un’associazione radicata sul territorio, presente con propri circoli in ogni provincia e nei luoghi di lavoro, di studio, negli enti di ricerca. Che dovrà definire le modalità di un <em>patto di collaborazione</em> con il partito.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Per questo vi voglio rinnovare un impegno affinché la nostra associazione possa crescere e portare dentro di essa gente che ha voglia di spendersi per la tutela ambientale. Fino ad oggi non abbiamo avuto questo aiuto, forse per pregiudizio di essere una corrente, come in tanti mi hanno risposto al mi invito d’adesione. In tanti si definiscono ambientalisti solo perché hanno portato avanti un progetto, un parco o un’area protetta o soltanto presentando un disegno di legge sui temi ambientali. Molti di loro non hanno mai sostenuto un progetto ambientalista all’interno dei patriti. Spero che si inizi da oggi, perchè bisogna sapere che questo tema ci ha trovati uniti nella nuova associazione. Persone che vengono da esperienze diverse, chi viene dai ex Ds, chi dalla Ex Margherita, chi non era iscritto a nessun partito ed oggi si ritrova a militare per il PD e, per strutturare l’associazione, non abbiamo mai ragionato di ex, di nessun tipo, sia politico che di associazioni ambientaliste.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">La nostra è una associazione che è stata creata sulla stessa riga di Sinistra Ecologista e qui vorrei ricordare alcune cose pensate dall’associazione e portate avanti dai Ds con il Dipartimento Ambiente ed Energia. A livello nazionale si sono fatti due convegni, uno sull’energia eolica e uno sull’efficienza energetica. Entrambi i temi sono stati captati dai nostri amministratori regionali, è qui presente l’ex Assessore Regionale all’Ambiente Franco Caramanico, che ha fatto in modo che la discussione fatta ai convegni producesse leggi. Oggi ci ritroviamo con il piano eolico regionale inserito nel piano energetico che è stato approvato dalla Giunta e che doveva essere approvato dal consiglio; il piano paesistico che è ad un percorso di approvazione, l’accordo sulle biomasse, sviluppo idrogeno, e le tanti leggi fatte a favore dei temi trattati. Voglio approfittare per dare un riconoscimento pubblico a Franco Caramanico per tutto quello che ha fatto da Assessore, e lui oggi abbiamo un piano regionale dei rifiuti, che in mano alla giunta Pace avevano previsti 3, dico 3 termovalorizzatori senza pensare minimamente alla raccolta differenziata. Grazie per i tanti provvedimenti legiferati sui temi del suo assessorato.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">In tema locale Sinistra Ecologista ha promosso due convegni, uno sull’amianto a Lecce Nei Marsi e uno sulle centrali a biomasse qui all’hotel Dei Marsi. Entrambi hanno avuto successo, perché hanno portato interesse sulla materia, sull’amianto abbiamo scoperto che la Regione Abruzzo aveva fato fare uno studio alla Soc. Engenering. Questa società aveva inviato a tutti i cittadini un questionario dove si diceva che l’utilizzo dell’amianto era fuorilegge e se loro lo utilizzassero. Capite bene che i cittadini non si sono auto denunciati e per questo, forse, in Abruzzo non risulta ci sia amianto. Nello stesso convegno abbiamo evidenziato il problema dell’ex zuccherificio Torlonia, bomba ecologica che non si riesce a risolvere. Mentre sulle biomasse la regione ha dato mandato all’Issi di fare uno studio di fattibilità per due progetti pilota di DAE, sempre l’assessorato all’ambiente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Per ritornare al discorso, questo è quello che farà l’associazione, da una parte evidenzia i problemi, li studia e dice come risolverli, dall’altra, amministratori che legiferano o risolvono. Per questo abbiamo bisogno che nelle amministrazioni ci siano persone che si riconoscono nella nostra associazione e che rispettino in pieno il loro impegno, questo fino a quando tutto il Pd non diventi ecologista perché non possiamo farci rappresentare da chi, con un emendamento alla finanziaria regionale, ci ha fatto prendere la maglia nera dalle associazioni ambientaliste, parlo dell’emendamento “depuratore”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">E’ anche per questo motivo che oggi non sono state invitate le associazioni ambientaliste, vogliamo avere con loro un rapporto di stima e fiducia e questo dopo che il partito regionale e locale ci rassicura del loro impegno a favore dell’ambiente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Noi per questo ci stiamo attrezzando con un documento dove evidenzieremo i problemi e come pensiamo che la politica possa risolverli. Volevamo presentarlo oggi, ma non ci siamo riusciti, cosa che faremo nei prossimi giorni ma che già d’adesso posso anticiparvi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Sono tanti i problemi collegati all’ambiente nella nostra regione, specialmente se si considera la sostenibilità collegata alla qualità della vita.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ne vogliamo citarne 4 o 5 per dare l’idea.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Iniziamo dall’Abruzzo Regione Verde D’Europa:</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Bene, che sviluppo ha avuto da quando è stata istituita?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">I tre parchi nazionali, quello regionale e le miriadi aree protette non hanno collegamento tra di loro, ognuno va per i fatti propri e nessuno che abbia approvato un piano di sviluppo. I nostri parchi, a differenza di tanti in Italia, sono antropizzati e queste popolazione hanno il diritto di vivere come la biodiversità che protegge il parco. Non è pensabile che chi vive all’interno di un’area protetta non sappia cosa può fare e non. Non è possibile che per aprire una finestra ci vogliano cento autorizzazioni. Non è possibile che un animale fa un danno all’interno di un’aera protetta, il risarcimento avviene dopo anni. Non è possibile che non ci siano linee guida per una sostenibilità.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Non si riescono a fare neanche le arre contigue, nonostante che vi fosse una legge nazionale che obbliga a tale riguardo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Insieme al turismo dei parchi si potrebbe aggiungere un turismo legato all’archeologia, che la nostra regione</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Acqua:</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Dopo l’evento del terzo traforo del Gran Sasso, che sappiamo tutti come è finito, e non per merito della politica, dove anche chi aveva il dovere di dire qualcosa ha taciuto, si sono verificati altri eventi, ancor più gravi. Mi riferisco all’inquinamento dell’acquedotto di Pescara, dove nostri amministratori sembrano avere colpe gravi, e qui chiedo alla magistratura di far luce al più presto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Mi riferisco ai tanti, quasi giornalieri, inquinamenti dei fiumi e qui voglio ancora ricordare l’emendamento “depuratore”. Si, perché quel emendamento alla finanziaria è stato inserito perché tantissimi comuni vengono multati perché i loro depuratori rilasciano più inquinamento del dovuto, allora con questo emendamento, che innalza la percentuale di inquinamento delle acque reflue, ci riporta agli anni 70. Dei fiumi d’Abruzzo non se ne salva nessuno a meno di qualche tratto. Ogni giorno abbiamo delle notizie di discariche a cielo aperto e spesso lungo le sponde dei fiumi, come lo scempio che è stato fatto nei canali del Fucino negli ultimi 25-30 anni ad opera dei contadini con l’uso indiscriminato di concimi e diserbanti. A tal proposito gli ecologisti Ds nel 2001 hanno presentato un ordine del giorno, che avete trovato negli opuscoli, e che ho voglia di presentare al tavolo per l’ambiente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Giorni fa è stato pubblicato sul Corriere della Sera un’opera realizzata a Chieti, costata svariati miliardi di lire che non potrà mai funzionare, il depuratore sul fiume Pescara. Provincia dove in questi giorni si combatte per avere un po’ acqua, acqua per bere, per cucinare e lavarsi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Manca una cultura ecologista, così come manca una cultura per l’acqua.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">L’acqua, che è un bene primario, viene gestita come risorsa per far cassa e per questo i privati vanno in cerca di consorzi per entrarci e dettare leggi, logicamente per lucrare. Anche in questo caso presenteremo delle proposte da fare al partito. Vengono date concessioni di sorgenti dove i privati si arricchiscono con la commercializzazione dell’acqua che viene portata a tavola dalla maggior parte delle famiglie italiane ed i bambini, vedendo la bottiglia acquistata, si sentono autorizzati a sprecare quella del rubinetto. L’educazione ambientale deve andare anche in questo verso, far si che i bambini possano crescere con la consapevolezza dell’acqua come risorsa per non ritrovarsi poi a far parte di una comunità che per risolvere il problema dell’acqua si affida ai partiti, perché poi ogni partito sa come risolvere i problemi, per acquisire i consensi, ma non lo risolve mai.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Rifiuti:</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Su questo campo la nostra regione ha fatto molto, con il Piano Regionale dei Rifiuti, che è stato approvato dal consiglio regionale, cosa ci resta da fare? Iniziando dalla raccolta differenziata che nella nostra regione ha una percentuale bassissima e bisogna arrivare al 51% per utilizzare il termovalorizzatori.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Di questi problemi si parla poco con la gente, di solito se ne parla nelle sedi di partito e debbo dire che quando si fanno le riunioni dove si deve parlare di rifiuti o di acqua c’è sempre tanta gente, ma il loro scopo è un altro, quello di un posto in consiglio d’amministrazione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ha fatto bene questa giunta a rivedere gli Ato, sia dell’acqua che dei rifiuti, perché non è possibile che il costo di gestione debba essere tutto a carico dei cittadini. Fa bene il partito a parlarne, ma parliamo anche di come risolvere i problemi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Per non parlare dell’inquinamento che ci ha fatto gridare allo scandalo con la discarica di Bussi. Discarica di rifiuti pericolosi che oggi ci costa milioni di euro per ripristinare ilsito.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Qui nella marsica una multinazionale come la Micron aveva presentato un progetto di depurazione integrata delle acque con finale una torcia al plasma. Tutti hanno gridato allo scandalo, alcuni senza sapere nemmeno cosa fosse una torcia al plasma, illuminati scienziati del ramo oncologico hanno terrorizzato la popolazione sull’aumento dei tumori, che oggi esiste ma non si addossa la colpa a nessuno, senza sapere che oggi i rifiuti pericolosi vengono inceneriti dai cementifici, non tutti. Nessuno si è domandato o ha fatto delle ricerche per sapere se questa multinazionale attualmente inquina e dove vanno a finire i rifiuti?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Energia:</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Questa tematica si può sintetizzare rimandando al piano energetico regionale, approvato in giunta e che doveva essere approvato dal consiglio regionale. Un piano energetico innovativo, dove si prevede il superamento del fabbisogno regionale con le sole energie rinnovabili. Una pianificazione a livello regionale che però non trova la sincronia a livelli più bassi. L’unica provincia che ha un piano energetico ed una Agenzia per l’Energia che funziona è Teramo, Chieti ha un piano energetico scritto sulla carta, giusto per dire che ha fatto del suo, l’aquila ha un’agenzia per l’ambiente che non è per niente operativa, mentre Pescara non ha nulla, come non hanno nulla i comuni che superano i 50.000 abitanti che per legge dovrebbero avere un piano energetico.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">La nostra regione potrebbe fare molto di più, insieme alla nazione e all’Europa, finanziare il fotovoltaico sulle abitazioni con incentivi più corposi e con meno burocrazia, dando al cittadino risposte giuste,che oggi non ci sono.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Per l’eolico è stato approvato un piano che prevede dove non fare questi impianti e dove è possibile farli, senza rovinare l’ambiente. Si potrebbe pensare alla installazione del mini eolico, pale di 18-20 metri che riescono a produrre 20 kwt di energia elettrica con il vento a velocità di 3-4 metri al secondo. Un progetto che potrebbe essere denominato le “Cantine del Vento”, come ci sono le cantine del vino.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">La regione ha dato mandato all’Issi di fare uno studio di fattibilità per due progetti pilota del Distretto Agro Energetico, che prevede l’utilizzo delle biomasse per fare energia elettrica e termica, quest’ultima da utilizzare con il teleriscaldamento. Il progetto prevede anche la coltura delle biomasse in terreni marginali, in modo che non vadano ad intaccare quelli che vengono utilizzati per le colture degli ortaggi e cereali. Con il Ministero dell’ambiente ha anche sottoscritto un accordo di programma sulla filiera corta con l’utilizzo delle biomasse in centrali che non superino i 500 kwt.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Molto si può fare con l’efficienza energetica da destinare alle abitazione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Come sappiamo, chi ristruttura una abitazione con efficienza energetica può defalcare la somma sulle imposte per il 50%, ma per fare questo è necessario innanzi tutto far fare il lavoro ad una impresa che poi ti rilascia la fattura. Bisognerebbe togliere la burocrazia, la troppa burocrazia che ti fa rinunciare all’impresa sostituendola con il lavoro nero. Senza mettere a conto che l’impresa facendo la fattura ti aumenta il prezzo per la realizzazione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Allora bisognerebbe finanziare l’altro 50% in modo che tutti possano ristrutturare le abitazioni con l’efficienza e dare la possibilità a chi lo fa<span>  </span>in gestione autonoma, avere lo stesso trattamento di chi utilizza una impresa per la realizzazione. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:14pt;">Qualità della vita, sostenibilità</span></strong><span style="font-size:14pt;">.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Su questo ci sarebbe da spendere una giornata, perché la nostra regione è formata da tre strati di territorio, pianura sulle coste, in mezzo le colline e infine le montagne. Tutto il territorio è antropizzato in diversa maniera ed in base allo sviluppo. La maggior parte dei cittadini abruzzesi risiede lungo le coste, dove è concentrata la maggior ricchezza del paese. Le colline sono abitate ancora perché riescono a dare una ricchezza ai suoi abitanti, insieme all’agricoltura si trovano insediamenti industriali, mentre la montagna si è lasciata al suo destino, praticamente la morte certa.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Dovevano essere i parchi, con la copertura del 33% del territorio abruzzese, a dare un programma sostenibile, cosa che non è stata fatta o si è provveduti solo ultimamente. I costi della vita nei paesini di montagna spesso è insostenibile. Si va dal riscaldamento delle abitazioni che è di molto superiore a quello di chi abita al mare, ai prezzi dei negozi d’alimentari, che, dove ci sono, sono in pochi e spesso se ne approfittano per la mancata concorrenza. Dai collegamenti con centri urbani più grandi che a volte sono inesistenti, alla mancanza della banda larga per il collegamento ad internet. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Su questi due argomenti vorrei fare una proposta da inserire al programma del partito:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">La Car Shering, ossia affitto di autovetture. Questo progetto potrebbe essere destinato nei paesi dove il collegamento con gli autobus è scarso, ed allora la regione acquista auto, possibilmente ecologiche<span>  </span>con impianti a metano o gpl, e gli abitanti di quei paesi possono utilizzare le auto in affitto per i loro spostamenti</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Il secondo progetto è il WiFi che sta per Wirless Fidelity. Praticamente un sistema di collegamento alla banda larga senza fili, con ricevitori. Questo servizio in molte zone dell’Abruzzo è assicurato con una società che si chiama Witel, mentre è in programma un progetto nazionale denominato WiMax. Questo progetto dovrebbe essere destinato a tutti i paesi di montagna e gratuitamente. Come sono gratuite le strade che percorriamo con le automobili, così dovrebbe essere gratuito usare le strade telematiche. In modo che, chi volesse fare un’operazione bancaria lo può fare anche tramite internet senza fare 50 km e permettere a tutti di poter pubblicizzare i loro prodotti tramite le strade telematiche, quelle che oggi sono le più usate dagli utenti. <em><span> </span></em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Poi si potrebbe parlare di salute e sanità, ma questo lo rinvieremo in altre discussioni che sono sicuro non mancheranno, come non mancheranno interventi sulla pace.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Per la realizzazione c’è bisogno che la discussione che stiamo facendo sia condiviso con tutto il partito e con la coalizione, ma soprattutto c’è bisogno di persone che si impegnino a portarlo avanti nelle sedi istituzionali della regione, delle province e nei comuni, persone che vanno individuate all’interno, cioè che già si sono spese per risolvere i problemi ambientali.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Vorrei toccare un momento il problema politico che il partito sta portando avanti in questi giorni, le alleanze e le candidature.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Per le alleanze è opportuno ragionare su cosa è successo e come poter risolvere il problema dei contatti con il cittadino. Importante avere prima una visione chiara con chi andare, e qui spero che tutta la coalizione di centro sinistra si ricombatti, ben venga anche l’UDC, e con quale programmi andare, come ha detto il nostro segretario, un programma che sia portato a termine e che non resti su un pezzo di carta.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span> </span>E’ opportuno fare delle primarie, sia per il candidato a Presidente della Giunta Regionale che per i candidati a consiglieri. Per quest’ultimi, come abbiamo detto nel documento, chi è indagato per reati gravi, c’è bisogno che facciano un esame di coscienza e fare un passo indietro, mettendo a disposizione la loro professionalità e la conoscenza al partito che hanno rappresentato e che rappresentano fino alle elezioni, perché abbiamo bisogno di fare la campagna elettorale e dobbiamo dire se vogliamo cambiare oppure no.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Vorrei che tutti i politici abruzzesi chiedessero ai magistrati inquirenti di fare in fretta, perché abbiamo bisogno di verità e non di brave persone che si interessano di fatti politici, in tutti i campi, dalla sanità all’acqua. </span></span></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Percorso integrato nella Marsica per la valorizzazione dei siti archeologici e dei beni artistici</title>
		<link>http://ecodemteramo.wordpress.com/2008/09/17/percorso-integrato-nella-marsica-per-la-valorizzazione-dei-siti-archeologici-e-dei-beni-artistici/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 19:47:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bacu1959</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto tende a gettare le basi per presentare all’esterno la Marsica  e i luoghi più suggestivi, di interesse storico e culturale, evidenziando l’area quale destinazione turistica europea. Data la particolarità del territorio, caratterizzato da siti importanti come Alba Fucens, da piccoli gioielli romanici e da un certo numero di musei diffusi, di piccole dimensioni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecodemteramo.wordpress.com&amp;blog=3675863&amp;post=110&amp;subd=ecodemteramo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;">Il progetto tende a gettare le basi per presentare all’esterno la Marsica<span>  </span>e i luoghi più suggestivi, di interesse storico e culturale, evidenziando l’area quale destinazione turistica europea.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;">Data la particolarità del territorio, caratterizzato da siti importanti come Alba Fucens, da piccoli gioielli romanici e da un certo numero di musei diffusi, di piccole dimensioni e solo occasionalmente aperti al pubblico, è necessario lavorare nella direzione di un progetto museale aperto che attivi un sistema di integrazione territoriale fra le emergenze storico-artistiche-archeologiche e quelle naturalistiche.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><span id="more-110"></span></span></p>
<h1 style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;">Sviluppo del progetto</span></h1>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;">L’idea progettuale sarà concretizzata attraverso la presentazione di un piano di fattibilità generale, comprensivo delle risorse da impegnare, dell’ indicazione dei siti da valorizzare e delle sedi museali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;">In tale direzione è da costituire un <strong>Comitato Scientifico</strong> che si occupi anche del censimento di luoghi e spazi da utilizzare lungo tutto il percorso; un’opera di catalogazione dei beni culturali (mobili ed immobili), infatti, è inevitabile nella prospettiva della definizione del progetto di valorizzazione del nostro patrimonio culturale, che, oltre tutto, ha un valore aggiunto essendo inserito in un paesaggio naturale di rara bellezza ed unicità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;">Possiamo così ritenere vincente un progetto nel quale possono essere individuati diversi percorsi culturali “vendibili” ad un target turistico di qualità, amante della natura e dell’arte, della storia e dei monumenti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;">Tutto ciò prevede l’attivazione di un sistema che comprenda chiese, siti archeologici, musei e che metta a disposizione del pubblico una serie di materiali informativi che descriveranno i vari elementi del sistema che dovrà essere realizzato sotto una direzione scientifica istituzionale, mentre sarà affidata al privato la funzione esecutiva del progetto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></p>
<h1 style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;">Criteri operativi</span></h1>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;">Le diverse realtà museali-artistiche ed archeologiche, anziché porsi in concorrenza, possono diventare tra loro complementari come parti di un vero e proprio sistema.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;">Questa scelta pone vantaggi concreti come:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;margin:0 0 0 39pt;"><span style="font-family:Wingdings;"><span><span style="font-size:small;">Ø</span><span style="font-family:&quot;">      </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Arial;">La possibilità di ridurre costi amministrativi e di marketing realizzando le varie iniziative in modo coordinato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;margin:0 0 0 39pt;"><span style="font-family:Wingdings;"><span><span style="font-size:small;">Ø</span><span style="font-family:&quot;">      </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Arial;">La creazione di un interlocutore unico facilita i rapporti con i media e la gestione delle relazioni pubbliche con l’esterno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;margin:0 0 0 39pt;"><span style="font-family:Wingdings;"><span><span style="font-size:small;">Ø</span><span style="font-family:&quot;">      </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Arial;">La possibilità di entrare in contatto con il turismo organizzato in maniera più articolata.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;margin:0 0 0 39pt;"><span style="font-family:Wingdings;"><span><span style="font-size:small;">Ø</span><span style="font-family:&quot;">      </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Arial;">Un sistema tariffario integrato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 0 3pt;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="margin:0 0 0 3pt;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;">Naturalmente questo sistema è un modo per superare la monodisciplinarità di alcune realtà locali e un’occasione per costruire un’offerta diversificata,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 0 3pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                    </span><strong>SITI E MONUMENTI DA INSERIRE IN UN PERCORSO INTEGRATO</strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 0 3pt;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 0 3pt;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></p>
<h1 style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;">Alba Fucens:Area archeologica</span></h1>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                      </span><strong>Museo archeologico</strong> (da allestire)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                      </span><strong>Chiesa di San Pietro</strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Celano<span>        </span>:Castello Piccolomini</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                      </span>Museo di Preistoria</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Aielli<span>           </span>:Torre e borgo fortificato</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>             </span><span>         </span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Cerchio<span>      </span>:Museo civico</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Pescina<span>      </span>:La torre e il castello</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                     </span>Chiesa di San Francesco</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                     </span>Centro Studi “Silone”</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                     </span>Museo Mazzarino</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">S.Benedetto dei Marsi:L’anfiteatro</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                    </span><span>                   </span>La Domus</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                                       </span>Portale di S.Sabina</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Ortucchio:Castello Piccolomini</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                   </span>Chiesa di Sant’Orante</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Collelongo:Complesso archeologico di Amplero</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                     </span>Museo archeologico</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>          </span><span>           </span>La torre</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Trasacco: Basilica di San Cesidio</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                   </span>Torre medievale</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                   </span>Monumento funerario dei Titecii</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Luco dei Marsi:Sito archeologico di Lucus Angitiae</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                          </span>S.Maria delle Grazie</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                </span><span>          </span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Avezzano:Incile e Cunicoli di Claudio</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                  </span>Museo Lapidario</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                  </span>Grotta di Ciccio Felice</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                   </span>Castello Orsini</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Magliano dei Marsi: S. Maria in valle Porclaneta(Rosciolo)</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                                  </span>S.Maria delle Grazie (Rosciolo)</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                                  </span>S. Lucia</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                                  </span>S. Maria di Loreto</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Scurcola Marsicana:Necropoli</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                                   </span>Castello Orsini</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                                    </span>S. Maria della Vittoria</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Tagliacozzo:Palazzo Ducale</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                      </span>Museo del Santuario dell’Oriente</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                      </span>Chiesa di San Francesco</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Carsoli:Santa Maria in Cellis</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>              </span>Castello</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Oricola:Il Castello</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>              </span>Chiesa di S.Restituta</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Pereto:Santuario della Madonna dei bisognosi</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>             </span>Il castello</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Rocca di Botte:Chiesa di San Pietro</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                           </span>Chiesa della Madonna della Febbre</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Civita D’Antino:Borgo fortificato</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                           </span>Museo archeologico</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>           </span><span>                </span>Eremo di S.Maria della Ritornata</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Capistrello:Emissario Romano</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                    </span>Borgo di Corcumello</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                    </span>Ambone di San Nicola</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Balsorano:Castello</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                   </span>Eremo di Sant’Angelo</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>                </span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Morino:Santa Maria del Pertuso</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">S.Vincenzo Valle Roveto:Castello di Morrea</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span>               </span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/ecodemteramo.wordpress.com/110/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/ecodemteramo.wordpress.com/110/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecodemteramo.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecodemteramo.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecodemteramo.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecodemteramo.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ecodemteramo.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ecodemteramo.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ecodemteramo.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ecodemteramo.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecodemteramo.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecodemteramo.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecodemteramo.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecodemteramo.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecodemteramo.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecodemteramo.wordpress.com/110/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecodemteramo.wordpress.com&amp;blog=3675863&amp;post=110&amp;subd=ecodemteramo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>LA CULTURA COME RISORSA</title>
		<link>http://ecodemteramo.wordpress.com/2008/09/17/la-cultura-come-risorsa/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 19:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bacu1959</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[La tradizione culturale e la ricchezza in termini di patrimonio culturale può realmente costituire, per la Marsica, un importante vantaggio competitivo in base al quale bisogna reimpostare le politiche territoriali in chiave di tutela e valorizzazione del patrimonio stesso, ma anche un ripensamento delle infrastrutture e dei servizi, fino a creare un vero e proprio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecodemteramo.wordpress.com&amp;blog=3675863&amp;post=105&amp;subd=ecodemteramo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La tradizione culturale e la ricchezza in termini di patrimonio culturale può realmente costituire, per la Marsica, un importante vantaggio competitivo in base al quale bisogna reimpostare le politiche territoriali in chiave di tutela e valorizzazione del patrimonio stesso, ma anche un ripensamento delle infrastrutture e dei servizi, fino a creare un vero e proprio “sistema”, quello che in Inghilterra, è stato definito il “<strong>DISTRETTO CULTURALE</strong>”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Dopo gli anni ’70 famosi per la crisi industriale che colpì alcuni centri, città come Liverpool-Glasgow-Leede e Manchester hanno conosciuto una nuova fase , riconvertendo la propria economia quasi completamente all’industria culturale, per cui si è investito nella trasformazione di grandi spazi preesistenti in musei avveniristici e teatri di grandi dimensioni, nell’organizzare festival letterari e teatrali , nella riqualificazione delle aree urbane.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Oggi Manchester è la 3° destinazione più visitata dai turisti stranieri nel Regno Unito dopo Londra ed Edimburgo (150.000 presenze a sera)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Lo stesso fenomeno si è verificato in Francia e Spagna.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Così il DISTRETTO CULTURALE può costituire un’opportunità straordinaria ed un passo serio verso un netto miglioramento dell’offerta turistico-culturale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Finora uno dei limiti maggiori delle politiche culturali deriva dal fatto che queste tendono a parcellizzare gli ambiti di intervento e spesso dimenticano che bisogna valorizzare in modo armonico l’insieme delle risorse e delle dotazioni del territorio.(naturali, gastronomiche ecc.)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">DISTRETTO CULTURALE quindi come <strong>SISTEMA INTEGRATO</strong> e coerente di OFFERTA-RISORSE-SERVIZI.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Strumento per la realizzazione del Distretto Culturale può essere un <strong>CONSORZIO TURISTICO-CULTURALE DI</strong> <strong>COMUNI (vedi parco archeologico)</strong> che può essere un sistema turistico per attività da salvaguardare, per valorizzazione e promozione del patrimonio archeologico, storico, artistico e culturale della nostra terra. Un sistema quindi che comprenda tutte le risorse quali cultura, ambiente, artigianato, enogastronomia e ricettività, ma soprattutto OSPITALITA’.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Altri strumenti di un Distretto Culturale possono essere il Parco Letterario, un Museo del Territorio, Convenzioni tra BBCC, Enti regionali e provinciali e Fondazioni private</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>      </span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span id="more-105"></span></span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>                                             </span>PROGETTI IN ITINERE</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 -2cm;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 -2cm;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;margin:0 -2cm 0 -15pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:14pt;"><span>1.<span style="font-family:&quot;">     </span></span></span><span style="font-size:14pt;">MOSTRA COMMISSIONE EUROPEA<span>  </span><strong>“ SOGNI DI DEE</strong>” ( STATUE DI LUCO + LETTO DI COLLELONGO +LETTI DI AIELLI + LETTO DI BAZZANO<span>                                                   </span><span>                                            </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 -2cm 0 0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;margin:0 -2cm 0 -15pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:14pt;"><span>2.<span style="font-family:&quot;">     </span></span></span><span style="font-size:14pt;">MOSTRA<span>  </span>ACCADEMIA BELGA DI ROMA<span>  </span><strong>“ALBA FUCENS E IL TESORO DEL LAGO</strong>” ( AUTUNNO 2006 )</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 -2cm 0 0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;margin:0 -2cm 0 -15pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:14pt;"><span>3.<span style="font-family:&quot;">     </span></span></span><span style="font-size:14pt;">MOSTRA NEW YORK <strong>“ALBA FUCENS E IL TESORO DEL LAGO</strong>”<span>  </span>(PRIMAVERA 2007)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 -2cm 0 0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;margin:0 -2cm 0 -15pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:14pt;"><span>4.<span style="font-family:&quot;">     </span></span></span><span style="font-size:14pt;">MOSTRA BRUXELLES <strong>“ALBA FUCENS E IL TESORO DEL LAGO”</strong> (AUTUNNO 2007)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 -2cm 0 0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;margin:0 -2cm 0 -15pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:14pt;"><span>5.<span style="font-family:&quot;">     </span></span></span><span style="font-size:14pt;">MOSTRA ROMA ( <strong>LE DIVINITA’ FEMMINILI/ LE DEE ITALICHE A ROMA ) </strong>PROPOSTA DALLA DOTT.SSA SANZI-DI MINO, DIRETTORE GENERALE DELL’IST. SENTRALE CATALOGO E DOCUMENTAZIONE.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 -2cm 0 0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;margin:0 -2cm 0 -15pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span style="font-size:small;">6.</span><span style="font-family:&quot;">      </span></span><span style="font-size:14pt;">MOSTRA “<strong>LE SEPOLTURE ITALICHE” (edifici ipogei in Abruzzo, Lazio, Campania Sicilia</strong></span><span style="font-size:small;"><strong>)</strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 -2cm 0 0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;margin:0 -2cm 0 -15pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span><span style="font-size:small;">7.</span><span style="font-family:&quot;">      </span></span></strong><span style="font-size:14pt;">MOSTRA <strong>“EDIFICI SACRI”( Testi fondanti della cultura francescana) Tagliacozzo, 30 luglio/5 ottobre</strong></span></span><strong></strong></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/ecodemteramo.wordpress.com/105/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/ecodemteramo.wordpress.com/105/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecodemteramo.wordpress.com/105/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecodemteramo.wordpress.com/105/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecodemteramo.wordpress.com/105/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecodemteramo.wordpress.com/105/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ecodemteramo.wordpress.com/105/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ecodemteramo.wordpress.com/105/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ecodemteramo.wordpress.com/105/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ecodemteramo.wordpress.com/105/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecodemteramo.wordpress.com/105/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecodemteramo.wordpress.com/105/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecodemteramo.wordpress.com/105/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecodemteramo.wordpress.com/105/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecodemteramo.wordpress.com/105/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecodemteramo.wordpress.com/105/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecodemteramo.wordpress.com&amp;blog=3675863&amp;post=105&amp;subd=ecodemteramo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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