Relazione assemblea regionale EcoDem
Con la mia relazione non voglio trattare una nozione sull’ambientalismo da quando è nata la vita ad oggi, ma una considerazione su ciò che è avvenuta nell’ultimo secolo, periodo in cui l’ambiente ha sofferto di più, cioè, da quando l’industria a iniziato a sostituire la mano d’opera con le macchine fino ad arrivare al giorno d’oggi che manca poco al punto del non ritorno e se fino a ieri c’era qualcuno che metteva in dubbio la colpa dell’umanità sui cambiamenti climatici, oggi tutti ammettono tale errore.
Il trattato di Kyoto ci impone di cambiare atteggiamenti che vadano verso il rispetto della natura, da qui iniziare a produrre meno c02 con la minaccia di pesanti sanzioni da parte della comunità europea e sarà inevitabile.
La questione ambientale ormai è al primo punto delle agende dei politici di tutto il mondo, sia di destra che di sinistra. Lo dice anche il nostro segretario, Valter Veltroni, l’ambiente è una cosa molto importante e non possiamo delegare ad altri quello che è sempre stato un tema della sinistra.
Vorrei approfittare della presenza del segretario regionale Luciano D’Alfonso e dei segretari provinciali per specificare chi siamo:
L’associazione degli ecologisti democratici è aperta e opera dentro e fuori il PD.
Aperta anche alla partecipazione di chi al PD non aderisce. Che cerca di far vivere l’”ambientalismo del fare” non solo dentro il partito, ma prima ancora nella società, nei luoghi in cui si fa ricerca, si lavora, si produce. Che stimola le amministrazioni locali. Che si impegna a far crescere un nuovo civismo ecologista nei comportamenti dei cittadini.
Un’associazione necessaria per dare più forza all’ ambientalismo dentro al PD, e utile al PD per entrare in sintonia con quanti, nella società italiana, si riconoscono nell’idea che l’ambiente è oggi più che mai una frontiera di progresso e di civiltà.
Un’associazione che nasce dall’incontro di esperienze già esistenti – come quelle di Sinistra ecologista e del Movimento ecologista, come quelle maturate nella Margherita, nell’ nell’associazionismo, e in altri mondi ancora – ma vuole anche allargarsi a tante energie nuove.
Un’associazione che dialoga con tutte le associazioni ambientaliste – da Legambiente al Wwf, a tutte le altre – la cui autonomia rispetto ai partiti va pienamente salvaguardata, sapendo che noi agiremo su un piano del tutto diverso e distinto, quello della politica. Guai a far confusione.
Un’associazione radicata sul territorio, presente con propri circoli in ogni provincia e nei luoghi di lavoro, di studio, negli enti di ricerca. Che dovrà definire le modalità di un patto di collaborazione con il partito.
Per questo vi voglio rinnovare un impegno affinché la nostra associazione possa crescere e portare dentro di essa gente che ha voglia di spendersi per la tutela ambientale. Fino ad oggi non abbiamo avuto questo aiuto, forse per pregiudizio di essere una corrente, come in tanti mi hanno risposto al mi invito d’adesione. In tanti si definiscono ambientalisti solo perché hanno portato avanti un progetto, un parco o un’area protetta o soltanto presentando un disegno di legge sui temi ambientali. Molti di loro non hanno mai sostenuto un progetto ambientalista all’interno dei patriti. Spero che si inizi da oggi, perchè bisogna sapere che questo tema ci ha trovati uniti nella nuova associazione. Persone che vengono da esperienze diverse, chi viene dai ex Ds, chi dalla Ex Margherita, chi non era iscritto a nessun partito ed oggi si ritrova a militare per il PD e, per strutturare l’associazione, non abbiamo mai ragionato di ex, di nessun tipo, sia politico che di associazioni ambientaliste.
La nostra è una associazione che è stata creata sulla stessa riga di Sinistra Ecologista e qui vorrei ricordare alcune cose pensate dall’associazione e portate avanti dai Ds con il Dipartimento Ambiente ed Energia. A livello nazionale si sono fatti due convegni, uno sull’energia eolica e uno sull’efficienza energetica. Entrambi i temi sono stati captati dai nostri amministratori regionali, è qui presente l’ex Assessore Regionale all’Ambiente Franco Caramanico, che ha fatto in modo che la discussione fatta ai convegni producesse leggi. Oggi ci ritroviamo con il piano eolico regionale inserito nel piano energetico che è stato approvato dalla Giunta e che doveva essere approvato dal consiglio; il piano paesistico che è ad un percorso di approvazione, l’accordo sulle biomasse, sviluppo idrogeno, e le tanti leggi fatte a favore dei temi trattati. Voglio approfittare per dare un riconoscimento pubblico a Franco Caramanico per tutto quello che ha fatto da Assessore, e lui oggi abbiamo un piano regionale dei rifiuti, che in mano alla giunta Pace avevano previsti 3, dico 3 termovalorizzatori senza pensare minimamente alla raccolta differenziata. Grazie per i tanti provvedimenti legiferati sui temi del suo assessorato.
In tema locale Sinistra Ecologista ha promosso due convegni, uno sull’amianto a Lecce Nei Marsi e uno sulle centrali a biomasse qui all’hotel Dei Marsi. Entrambi hanno avuto successo, perché hanno portato interesse sulla materia, sull’amianto abbiamo scoperto che la Regione Abruzzo aveva fato fare uno studio alla Soc. Engenering. Questa società aveva inviato a tutti i cittadini un questionario dove si diceva che l’utilizzo dell’amianto era fuorilegge e se loro lo utilizzassero. Capite bene che i cittadini non si sono auto denunciati e per questo, forse, in Abruzzo non risulta ci sia amianto. Nello stesso convegno abbiamo evidenziato il problema dell’ex zuccherificio Torlonia, bomba ecologica che non si riesce a risolvere. Mentre sulle biomasse la regione ha dato mandato all’Issi di fare uno studio di fattibilità per due progetti pilota di DAE, sempre l’assessorato all’ambiente.
Per ritornare al discorso, questo è quello che farà l’associazione, da una parte evidenzia i problemi, li studia e dice come risolverli, dall’altra, amministratori che legiferano o risolvono. Per questo abbiamo bisogno che nelle amministrazioni ci siano persone che si riconoscono nella nostra associazione e che rispettino in pieno il loro impegno, questo fino a quando tutto il Pd non diventi ecologista perché non possiamo farci rappresentare da chi, con un emendamento alla finanziaria regionale, ci ha fatto prendere la maglia nera dalle associazioni ambientaliste, parlo dell’emendamento “depuratore”.
E’ anche per questo motivo che oggi non sono state invitate le associazioni ambientaliste, vogliamo avere con loro un rapporto di stima e fiducia e questo dopo che il partito regionale e locale ci rassicura del loro impegno a favore dell’ambiente.
Noi per questo ci stiamo attrezzando con un documento dove evidenzieremo i problemi e come pensiamo che la politica possa risolverli. Volevamo presentarlo oggi, ma non ci siamo riusciti, cosa che faremo nei prossimi giorni ma che già d’adesso posso anticiparvi.
Sono tanti i problemi collegati all’ambiente nella nostra regione, specialmente se si considera la sostenibilità collegata alla qualità della vita.
Ne vogliamo citarne 4 o 5 per dare l’idea.
Iniziamo dall’Abruzzo Regione Verde D’Europa:
Bene, che sviluppo ha avuto da quando è stata istituita?
I tre parchi nazionali, quello regionale e le miriadi aree protette non hanno collegamento tra di loro, ognuno va per i fatti propri e nessuno che abbia approvato un piano di sviluppo. I nostri parchi, a differenza di tanti in Italia, sono antropizzati e queste popolazione hanno il diritto di vivere come la biodiversità che protegge il parco. Non è pensabile che chi vive all’interno di un’area protetta non sappia cosa può fare e non. Non è possibile che per aprire una finestra ci vogliano cento autorizzazioni. Non è possibile che un animale fa un danno all’interno di un’aera protetta, il risarcimento avviene dopo anni. Non è possibile che non ci siano linee guida per una sostenibilità.
Non si riescono a fare neanche le arre contigue, nonostante che vi fosse una legge nazionale che obbliga a tale riguardo.
Insieme al turismo dei parchi si potrebbe aggiungere un turismo legato all’archeologia, che la nostra regione
Acqua:
Dopo l’evento del terzo traforo del Gran Sasso, che sappiamo tutti come è finito, e non per merito della politica, dove anche chi aveva il dovere di dire qualcosa ha taciuto, si sono verificati altri eventi, ancor più gravi. Mi riferisco all’inquinamento dell’acquedotto di Pescara, dove nostri amministratori sembrano avere colpe gravi, e qui chiedo alla magistratura di far luce al più presto.
Mi riferisco ai tanti, quasi giornalieri, inquinamenti dei fiumi e qui voglio ancora ricordare l’emendamento “depuratore”. Si, perché quel emendamento alla finanziaria è stato inserito perché tantissimi comuni vengono multati perché i loro depuratori rilasciano più inquinamento del dovuto, allora con questo emendamento, che innalza la percentuale di inquinamento delle acque reflue, ci riporta agli anni 70. Dei fiumi d’Abruzzo non se ne salva nessuno a meno di qualche tratto. Ogni giorno abbiamo delle notizie di discariche a cielo aperto e spesso lungo le sponde dei fiumi, come lo scempio che è stato fatto nei canali del Fucino negli ultimi 25-30 anni ad opera dei contadini con l’uso indiscriminato di concimi e diserbanti. A tal proposito gli ecologisti Ds nel 2001 hanno presentato un ordine del giorno, che avete trovato negli opuscoli, e che ho voglia di presentare al tavolo per l’ambiente.
Giorni fa è stato pubblicato sul Corriere della Sera un’opera realizzata a Chieti, costata svariati miliardi di lire che non potrà mai funzionare, il depuratore sul fiume Pescara. Provincia dove in questi giorni si combatte per avere un po’ acqua, acqua per bere, per cucinare e lavarsi.
Manca una cultura ecologista, così come manca una cultura per l’acqua.
L’acqua, che è un bene primario, viene gestita come risorsa per far cassa e per questo i privati vanno in cerca di consorzi per entrarci e dettare leggi, logicamente per lucrare. Anche in questo caso presenteremo delle proposte da fare al partito. Vengono date concessioni di sorgenti dove i privati si arricchiscono con la commercializzazione dell’acqua che viene portata a tavola dalla maggior parte delle famiglie italiane ed i bambini, vedendo la bottiglia acquistata, si sentono autorizzati a sprecare quella del rubinetto. L’educazione ambientale deve andare anche in questo verso, far si che i bambini possano crescere con la consapevolezza dell’acqua come risorsa per non ritrovarsi poi a far parte di una comunità che per risolvere il problema dell’acqua si affida ai partiti, perché poi ogni partito sa come risolvere i problemi, per acquisire i consensi, ma non lo risolve mai.
Rifiuti:
Su questo campo la nostra regione ha fatto molto, con il Piano Regionale dei Rifiuti, che è stato approvato dal consiglio regionale, cosa ci resta da fare? Iniziando dalla raccolta differenziata che nella nostra regione ha una percentuale bassissima e bisogna arrivare al 51% per utilizzare il termovalorizzatori.
Di questi problemi si parla poco con la gente, di solito se ne parla nelle sedi di partito e debbo dire che quando si fanno le riunioni dove si deve parlare di rifiuti o di acqua c’è sempre tanta gente, ma il loro scopo è un altro, quello di un posto in consiglio d’amministrazione.
Ha fatto bene questa giunta a rivedere gli Ato, sia dell’acqua che dei rifiuti, perché non è possibile che il costo di gestione debba essere tutto a carico dei cittadini. Fa bene il partito a parlarne, ma parliamo anche di come risolvere i problemi.
Per non parlare dell’inquinamento che ci ha fatto gridare allo scandalo con la discarica di Bussi. Discarica di rifiuti pericolosi che oggi ci costa milioni di euro per ripristinare ilsito.
Qui nella marsica una multinazionale come la Micron aveva presentato un progetto di depurazione integrata delle acque con finale una torcia al plasma. Tutti hanno gridato allo scandalo, alcuni senza sapere nemmeno cosa fosse una torcia al plasma, illuminati scienziati del ramo oncologico hanno terrorizzato la popolazione sull’aumento dei tumori, che oggi esiste ma non si addossa la colpa a nessuno, senza sapere che oggi i rifiuti pericolosi vengono inceneriti dai cementifici, non tutti. Nessuno si è domandato o ha fatto delle ricerche per sapere se questa multinazionale attualmente inquina e dove vanno a finire i rifiuti?
Energia:
Questa tematica si può sintetizzare rimandando al piano energetico regionale, approvato in giunta e che doveva essere approvato dal consiglio regionale. Un piano energetico innovativo, dove si prevede il superamento del fabbisogno regionale con le sole energie rinnovabili. Una pianificazione a livello regionale che però non trova la sincronia a livelli più bassi. L’unica provincia che ha un piano energetico ed una Agenzia per l’Energia che funziona è Teramo, Chieti ha un piano energetico scritto sulla carta, giusto per dire che ha fatto del suo, l’aquila ha un’agenzia per l’ambiente che non è per niente operativa, mentre Pescara non ha nulla, come non hanno nulla i comuni che superano i 50.000 abitanti che per legge dovrebbero avere un piano energetico.
La nostra regione potrebbe fare molto di più, insieme alla nazione e all’Europa, finanziare il fotovoltaico sulle abitazioni con incentivi più corposi e con meno burocrazia, dando al cittadino risposte giuste,che oggi non ci sono.
Per l’eolico è stato approvato un piano che prevede dove non fare questi impianti e dove è possibile farli, senza rovinare l’ambiente. Si potrebbe pensare alla installazione del mini eolico, pale di 18-20 metri che riescono a produrre 20 kwt di energia elettrica con il vento a velocità di 3-4 metri al secondo. Un progetto che potrebbe essere denominato le “Cantine del Vento”, come ci sono le cantine del vino.
La regione ha dato mandato all’Issi di fare uno studio di fattibilità per due progetti pilota del Distretto Agro Energetico, che prevede l’utilizzo delle biomasse per fare energia elettrica e termica, quest’ultima da utilizzare con il teleriscaldamento. Il progetto prevede anche la coltura delle biomasse in terreni marginali, in modo che non vadano ad intaccare quelli che vengono utilizzati per le colture degli ortaggi e cereali. Con il Ministero dell’ambiente ha anche sottoscritto un accordo di programma sulla filiera corta con l’utilizzo delle biomasse in centrali che non superino i 500 kwt.
Molto si può fare con l’efficienza energetica da destinare alle abitazione.
Come sappiamo, chi ristruttura una abitazione con efficienza energetica può defalcare la somma sulle imposte per il 50%, ma per fare questo è necessario innanzi tutto far fare il lavoro ad una impresa che poi ti rilascia la fattura. Bisognerebbe togliere la burocrazia, la troppa burocrazia che ti fa rinunciare all’impresa sostituendola con il lavoro nero. Senza mettere a conto che l’impresa facendo la fattura ti aumenta il prezzo per la realizzazione.
Allora bisognerebbe finanziare l’altro 50% in modo che tutti possano ristrutturare le abitazioni con l’efficienza e dare la possibilità a chi lo fa in gestione autonoma, avere lo stesso trattamento di chi utilizza una impresa per la realizzazione.
Qualità della vita, sostenibilità.
Su questo ci sarebbe da spendere una giornata, perché la nostra regione è formata da tre strati di territorio, pianura sulle coste, in mezzo le colline e infine le montagne. Tutto il territorio è antropizzato in diversa maniera ed in base allo sviluppo. La maggior parte dei cittadini abruzzesi risiede lungo le coste, dove è concentrata la maggior ricchezza del paese. Le colline sono abitate ancora perché riescono a dare una ricchezza ai suoi abitanti, insieme all’agricoltura si trovano insediamenti industriali, mentre la montagna si è lasciata al suo destino, praticamente la morte certa.
Dovevano essere i parchi, con la copertura del 33% del territorio abruzzese, a dare un programma sostenibile, cosa che non è stata fatta o si è provveduti solo ultimamente. I costi della vita nei paesini di montagna spesso è insostenibile. Si va dal riscaldamento delle abitazioni che è di molto superiore a quello di chi abita al mare, ai prezzi dei negozi d’alimentari, che, dove ci sono, sono in pochi e spesso se ne approfittano per la mancata concorrenza. Dai collegamenti con centri urbani più grandi che a volte sono inesistenti, alla mancanza della banda larga per il collegamento ad internet.
Su questi due argomenti vorrei fare una proposta da inserire al programma del partito:
La Car Shering, ossia affitto di autovetture. Questo progetto potrebbe essere destinato nei paesi dove il collegamento con gli autobus è scarso, ed allora la regione acquista auto, possibilmente ecologiche con impianti a metano o gpl, e gli abitanti di quei paesi possono utilizzare le auto in affitto per i loro spostamenti
Il secondo progetto è il WiFi che sta per Wirless Fidelity. Praticamente un sistema di collegamento alla banda larga senza fili, con ricevitori. Questo servizio in molte zone dell’Abruzzo è assicurato con una società che si chiama Witel, mentre è in programma un progetto nazionale denominato WiMax. Questo progetto dovrebbe essere destinato a tutti i paesi di montagna e gratuitamente. Come sono gratuite le strade che percorriamo con le automobili, così dovrebbe essere gratuito usare le strade telematiche. In modo che, chi volesse fare un’operazione bancaria lo può fare anche tramite internet senza fare 50 km e permettere a tutti di poter pubblicizzare i loro prodotti tramite le strade telematiche, quelle che oggi sono le più usate dagli utenti.
Poi si potrebbe parlare di salute e sanità, ma questo lo rinvieremo in altre discussioni che sono sicuro non mancheranno, come non mancheranno interventi sulla pace.
Per la realizzazione c’è bisogno che la discussione che stiamo facendo sia condiviso con tutto il partito e con la coalizione, ma soprattutto c’è bisogno di persone che si impegnino a portarlo avanti nelle sedi istituzionali della regione, delle province e nei comuni, persone che vanno individuate all’interno, cioè che già si sono spese per risolvere i problemi ambientali.
Vorrei toccare un momento il problema politico che il partito sta portando avanti in questi giorni, le alleanze e le candidature.
Per le alleanze è opportuno ragionare su cosa è successo e come poter risolvere il problema dei contatti con il cittadino. Importante avere prima una visione chiara con chi andare, e qui spero che tutta la coalizione di centro sinistra si ricombatti, ben venga anche l’UDC, e con quale programmi andare, come ha detto il nostro segretario, un programma che sia portato a termine e che non resti su un pezzo di carta.
E’ opportuno fare delle primarie, sia per il candidato a Presidente della Giunta Regionale che per i candidati a consiglieri. Per quest’ultimi, come abbiamo detto nel documento, chi è indagato per reati gravi, c’è bisogno che facciano un esame di coscienza e fare un passo indietro, mettendo a disposizione la loro professionalità e la conoscenza al partito che hanno rappresentato e che rappresentano fino alle elezioni, perché abbiamo bisogno di fare la campagna elettorale e dobbiamo dire se vogliamo cambiare oppure no.
Vorrei che tutti i politici abruzzesi chiedessero ai magistrati inquirenti di fare in fretta, perché abbiamo bisogno di verità e non di brave persone che si interessano di fatti politici, in tutti i campi, dalla sanità all’acqua.